NATALE NEL MONDO

NATALE NEL MONDO

Italia


In Italia il Natale è ricco di tradizioni legate al suo significato religioso.
Uno degli elementi caratteristici è il presepe: la tradizione fa risalire il primo vivente a San Francesco d’Assisi che nel 1223, a Greccio, la notte di Natale volle far rivivere, in uno scenario naturale, la nascita di Gesù. Le prime statuine, in legno, furono scolpite invece da Arnolfo di Cambio nel 1280 (alcune sono conservate a S. Maria Maggiore a Roma).
Un’altra usanza tradizionale è quella di preparare l’albero di Natale. Alla fine dell’Ottocento era di moda nelle corti europee addobbare abeti con decorazioni natalizie, e quella italiana non voleva essere da meno: così, anche la regina Margherita fece allestire un abete al Quirinale. La notizia fece il giro della penisola e l’idea piacque molto a tutti gli italiani, specialmente ai bambini.
Ma da dove arriva l’albero di Natale? È una tradizione nordica: in molti Paesi nordeuropei si festeggiava il passaggio dall’autunno all’inverno piantando davanti a casa un abete addobbato con alcune ghirlande. Col passare del tempo, alle ghirlande si aggiunsero nastri e candele, fino all’Ottocento, quando alcuni artigiani svizzeri e tedeschi crearono decorazioni in vetro soffiato. Oggi sull’albero di Natale si ritrovano palline e decorazioni di ogni tipo, fra le quali il vischio, da sempre benaugurante, e i nastri dorati che ricordano le strenne.
In Italia è molto viva la tradizione del cenone della vigilia di Natale, a base di pesce portafortuna, salsicce di maiale coperte di lenticchie oppure tacchino ripieno con castagne. Tra i dolci troviamo il panettone, torrone e pandoro. È tradizione che i dolci natalizi contengano noci e mandorle poiché sono simbolo di fertilità della terra e contribuiscono a incrementare la famiglia e il bestiame.

Germania


Qui il periodo natalizio inizia già a novembre. L’ 11 novembre, il giorno di San Martino, le scuole organizzano delle processioni, dove i bambini portano delle lanterne, costruite da loro, per illuminare la strada.
Il 6 dicembre San Nicola porta ai bambini cioccolatini, casette fatte con il pan speziato e altre prelibatezze.
Nel periodo dell’Avvento si costruiscono delle ghirlande, che, nelle quattro domeniche precedenti il Natale, vengono decorate con candele. Il 24 dicembre si addobba l’albero e alla sera arrivano il Christkind (il Bambino Gesù) e Babbo Natale, che consegna i regali ai bambini buoni.
La vigilia di Natale il cenone è a base di carne di maiale, insalata di maccheroni, salsicce e wurstel bianchi e come dolci marzapane, tavolette aromatizzate e una specie di pane umido contenente della frutta.


Francia


Nella notte di Natale, Gesù Bambino passa nelle case a distribuire i regali, riponendoli nelle scarpe dei bambini. Appende anche dolci e frutta all’albero di Natale.
Il culmine della festività natalizia è il cenone di Natale dopo la Messa di mezzanotte e consiste in anatra, paste fatte con farina di grano saraceno e panna acida, tacchino con castagne, mentre per i Parigini le ostriche. Una torta che porta il nome di La bouche de noel con la forma di un tronco d’albero viene consumata durante la cena. Nella forma richiama il ceppo che un tempo veniva acceso per riscaldare Gesù Bambino nel presepe.
Anche in Francia il presepe occupa un posto privilegiato tra le tradizioni natalizie: molto belli e famosi sono quelli provenzali, con le statuine d’argilla.

Russia


I Russi sono in gran parte cristiani ortodossi e il Natale viene celebrato il 6 gennaio, cioè durante la festa di San Nicola, che è l’equivalente del nostro Babbo Natale.
Durante la cena della vigilia viene mangiato il Kutya, una specie di zuppa di grano e miele, simboli di speranza e felicità, posto in un unico piatto al centro del tavolo che rappresenta l’unità della famiglia.

Danimarca


Durante il periodo dell’Avvento i bambini si trasformano in folletti (gli aiutanti di Babbo Natale) e si divertono a fare dei piccoli scherzetti in casa. La vigilia si trascorre in famiglia e si addobba anche l’albero con palline e bandierine danesi. Il pranzo tradizionale prevede oca arrosto con cavoli, patate scure e, per dessert, riso alle mandorle: nel dolce viene nascosta una mandorla intera e chi la trova (di solito si fa trovare al bambino più piccolo) riceve un bel regalo. I bambini vengono vestiti come folletti (di rosso con un cappello a punta) e si aspetta lo Julemann (Babbo Natale) che porta i regali. Dopo cena si balla intorno all’albero, si cantano canzoni natalizie e si aprono i regali.

Finlandia


In questo paese, oltre al classico abete di Natale, all’esterno delle case viene preparato un secondo alberello per… gli uccellini: un covone di grano legato ad un palo e addobbato con stuzzichini appetitosi. Babbo Natale vive con Mamma Natale e tanti piccoli aiutanti in Lapponia, all’interno di una montagna chiamata Korvatunturi: questa montagna ha tre orecchie, cosicché Babbo Natale può ascoltare i messaggi che gli arrivano da tutto il mondo. L’entrata della montagna è talmente segreta che finora nessuno è riuscito a scoprirla.

IN NORDAMERICA

Canada


È usanza decorare la casa con corone di alloro e luci colorate. La settimana prima di Natale i bambini scrivono a Santa Claus per chiedergli i regali. Appendono anche delle calze in modo che Babbo Natale le possa riempire con caramelle e cioccolatini. In alcuni paesi esiste ancora la tradizione per i bambini di andare a cantare di casa in casa per ricevere in compenso monete, dolcetti o qualcosa di caldo da bere. Il pranzo natalizio tradizionale è caratterizzato dal tacchino ripieno con contorno di patate e salsa di mirtilli, oppure dall’anatra arrosto.

USA


Negli Stati Uniti, il modo di celebrare il Natale varia di casa in casa. Tutto dipende dalle origini familiari che spesso rimandano a tradizioni diverse.
In genere il pranzo più importante è quello del 25. Per alcuni è basato sull’arrosto di manzo, per altri su tacchino e purea di patate, salsa di mirtillo rosso e verdure come fagiolini verdi o zucchine. Per dessert, poi, gli americani mangiano biscotti e crostate fatte secondo le ricette familiari risalenti ai tempi dei primi colonizzatori.
L’eggnog è la tradizionale bevanda delle feste natalizie, composto da uova, latte, zucchero e a volte anche rum.
Il piatto più caratteristico è il Lumberjack Pie, una crostata di purea di patate riempita di carne, cipolla e cannella.


Capodanno

Un Capodanno tutto particolare è quello cinese, seguito dall’inizio della primavera. È un momento di rinnovata fertilità della terra, un evento meraviglioso per ogni cinese. Chiamato anche Festa di Primavera, in passato il Capodanno contrassegnava una svolta decisiva per gli affari perché si poteva sperare in una vita migliore e in un maggiore successo nell’anno nuovo. Oggi in tutta la Cina è il momento delle riunioni familiari, delle visite agli amici, del riposo dal duro lavoro del resto dell’anno, e di ogni sorta di intrattenimento.

Case,uffici e  strade vengono puliti da cima a fondo perché secondo la vecchia superstizione in questo modo si elimina la sfortuna e si attira la buona sorte.
Sugli edifici pubblici e nelle case vengono appese lanterne da cerimonia con fiocchi rossi e gialli e strisce di carta colorata,tutti cercano di essere a casa per la vigilia del Capodanno e, una volta riunita la famiglia, di solito ci si scambiano piccoli regali. Per i bambini ci possono essere dei nuovi vestiti, giocattoli, dolci o una piccola somma di denaro e quasi sempre regali anche per gli anziani.

In Cina il cibo viene servito in abbondanza per celebrare il Capodanno. La maggior parte del cibo consumato ha un significato preciso: per esempio, vengono preparate delle torte chiamate nian-gao che simboleggiano la prosperità della famiglia. Le cene cinesi hanno dodici portate, ognuna di esse con uno specifico significato. Il pesce, servito intero, simboleggia l’abbondanza e l’unità familiare. La verdura di mostarda (una verdura con foglie) rappresenta longevità, mentre si crede che la rapa porti buona sorte. Il cibo più significativo consumato alla vigilia di Capodanno sono degli gnocchi cinesi, che simboleggiano ricchezza. La loro forma ricorda infatti gli antichi lingotti cinesi in oro e argento. Una moneta viene cucinata all’interno degli gnocchi e si crede che colui che troverà la moneta diventerà la persona più facoltosa e fortunata dell’anno che sta iniziando.

In Giappone, la festa di Capodanno è chiamata Shogatsu: è considerata la festa più importante dell’anno e si protrae per ben tre giorni.
È il periodo in cui i parenti si riuniscono e molte famiglie si recano dai nonni a trascorrere le vacanze. Le celebrazioni iniziano la vigilia del nuovo anno. Alla mezzanotte del 31 dicembre la famiglia si reca in visita al santuario locale o al tempio per pregare affinché il nuovo anno sia fortunato. Nei templi delle città, trenta minuti prima di mezzanotte, si suona una grande campana per 108 volte.

Il primo dell’anno viene consumata una colazione speciale e ai bambini vengono regalate piccole somme. Ognuno attende con ansia di ricevere i biglietti d’auguri, chiamati nengajo. Queste cartoline vengono emesse dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni e sono abbinate a un concorso a premi. Vengono spesso personalizzate con disegni, adesivi o fotografie stampate e vengono spedite tutte insieme la mattina di Capodanno. In esse, oltre ai saluti convenzionali di “Buon Anno Nuovo” (akemashite omedeto gozaimasu), si scrivono notizie su se stessi.
Per tradizione i giapponesi festeggiano con un pasto che simboleggia lunga vita, chiamato toshikoshi soba (pasta di grano saraceno). Vengono anche serviti il mochi (riso battuto), verdure e pesce. L’Ozoni è il cibo offerto al dio del Nuovo Anno: è una minestra a base di pollo e verdure consumata dall’intera famiglia durante la celebrazione di Capodanno. Otoso, un vino di riso dolce, è la bevanda tipica di questa festa.

Befana


“L’epifania tutte le feste porta via” è un detto popolare diffuso in Italia, ma cos’è l’Epifania e soprattutto chi è la Befana?
Il termine Befana è la versione popolare del termine greco Epifania, cioè la festa che commemora la visita che i Magi fecero a Gesù. Il Vangelo non dice quanti fossero i Magi, ma il numero viene fissato a tre, in base ai doni che portarono: oro, incenso e mirra.
Quanto alla Befana, ci sono molte leggende che la riguardano: la prima racconta che i Magi, durante il loro viaggio, si fermarono a chiedere ospitalità a una vecchia che gliela negò. Più tardi la donna cambiò idea, ma ormai i Magi erano troppo lontani.
                                                           

Un’altra leggenda narra che i Magi chiesero alla vecchietta di accompagnarli per portare i doni a Gesù, ma la vecchietta rifiutò, perché doveva finire le faccende di casa. Quando ci ripensò, i Magi erano troppo lontani, e lei cominciò a inseguirli con in mano la scopa, ma non riuscì a raggiungerli. Per questo la Befana viene raffigurata come una vecchia a cavallo di una scopa che gira di casa in casa, lasciando ai bambini i doni che non ha potuto dare a Gesù bambino.                                             

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani