DANIELE NASOLE E IL MONDO DELLA DISABILITA’

DANIELE NASOLE E IL MONDO DELLA DISABILITA’

Oggi parliamo di disabilita’ con una grande campione sportivo e nella vita, Daniele Nasole.

Daniele, parlaci di te e di come nasce la passione per lo sport…

Daniele Nasole è un tarantino nato il 9 ottobre 1983, ex sottufficiale infermiere sommergibilista della Marina Militare, ora dipendente civile della difesa. Ho praticato sport sin dalla prima infanzia, iniziando con il calcio ma poi l’incontro con l canoa a 13 anni ha cambiato tutto! Mi allenavo con la volontà di diventare un campione come quelli che vedevo alle Olimpiadi 

L’incontro con la malattia e come questo ha cambiato la tua vita

Quando non si riusciva a venir a capo dai dolori e sofferenze che avevo nel 2015, la notizia del cancro fu un macigno, un gelo che annienta ogni pensiero della mente! Però bisognava reagire e l’ho fatto con l’unica arma che avevo, il sorriso. Vivere queste esperienze cambia completamente il modo di veder tutto, dall’ emozionarsi per i piccoli gesti ad essere grati per ogni passo in più 

Cosa si impara dalla disabilita’ e quale valore aggiunto costituisce per la propria maturazione?

Disabile penso sia una parola ad oggi ancora utilizzata male o spesso usata per indicare qualcosa che realmente non è. Quello che ho visto fare nel mondo paraolimpico è a dir poco fantastico! Uomini e donne unici nella forza e nei valori. C’è solo da prendere esempio e spero che questo in futuro possa aver sempre più risalto!

Il superamento della malattia e la partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo sfumata per poco

Alla notizia della vittoria sul cancro lascio immaginare le emozioni e la forza che generi; ti senti rinato e in questa rinascita mi sono riscoperto! Ho voluto affrontare sfide che il Daniele del passato avrebbe desistito, ma dopo aver vinto la partita più difficile della vita ho voluto osare. Tentare Tokyo era per molti miei amici da pazzi, ma non per me! Ci ho messo tutto e forse anche di più visto l’infortunio alla stabilizzazione lombare che mi ha obbligato a fermarmi. Quando iniziai questo Percorso olimpico ero cosciente che poteva andar in porto o meno, e non ho da recriminarmi nulla! 

Persone importanti che ti hanno aiutato e che sono un esempio per te

Ogni persona che ho incontrato sul cammino mi ha lasciato qualcosa e continua a lasciarmela ogni giorno, non c’è qualcuno in particolare e vorrei ringraziarli ad uno ad uno. In questo cammino olimpico, fonte di motivazione, sono state Bebe Vio e Monica Contrafatto (leggendo i loro libri ho avuto modo di trovare in comune tanto)

Sono previste presentazioni online di Un sogno lungo 200 metri?

Si’ lunedì 6 dicembre ore 21 al seguente link
https://www.youtube.com/watch?v=pMFtvif1PLw

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani