NON TUTTI I MASCHI VENGONO PER NUOCERE, UN OTTIMO AUSPICIO PER IL 25 NOVEMBRE

NON TUTTI I MASCHI VENGONO PER NUOCERE, UN OTTIMO AUSPICIO PER IL 25 NOVEMBRE

Il 25 novembre è da tempo un giorno molto importante, dato che è la Giornata contro la violenza sulle donne, problema purtroppo ancora molto diffuso nella nostra societa’. Non tutti gli uomini pero’ hanno comportamenti negativi e ne parliamo con Ughetta Lacatena che con Laura De Angelis si occupa di una mostra molto particolare.

Come nasce l’idea della mostra Non tutti i maschi vengono per nuocere e cosa cerca di comunicare?

E’ buffo. L’idea nasce su una pista di atletica leggera! Era da tempo che Laura mi chiedeva di “organizzare” qualcosa sul tema. Avevamo rinviato a dopo l’estate e invece, a fine agosto, mentre la accompagnavo in un tour fotografico, a seguito di una “divertente gag tra atlete”, mi è scappato il titolo, così, all’improvviso, e già visualizzavo i dettagli dell’esposizione. Una squadra femminile allenata da un uomo dedito, bravo, paziente… Tutte donne e un Maestro, a loro dedicato. I valori dello sport, quelli della solidarietà e dell’onestà, ma anche dell’altruismo e della generosità: sono stati il volano dell’idea, poi c’è stato il nome e il resto è arrivato da sé… Laura ha colto in 5 secondi netti la mia ispirazione e già la sera stessa eravamo all’opera.

Come si sviluppa la mostra e quali nomi famosi e non famosi vi hanno preso parte ?

La mostra è itinerante: dopo una prima inaugurazione a Labò, spazio multifunzionale nel quartiere Isola di Milano, si sposterà in alcune città italiane. Il progetto racchiude almeno dieci uomini, immortalati nei loro gesti semplici e quotidiani e accompagnati dalla narrazione delle loro storie. Per adesso, preferiamo non svelare i nomi dei protagonisti. Ne abbiamo già individuato alcuni che hanno accettato di prendere parte al lavoro. Non è detto che vi siano “personaggi” famosi, a meno di voler considerate “famosi” uomini comuni che con il loro operato straordinariamente semplice aggiungono un tassello al grande mosaico che rappresenta il mondo delle donne: uomini che combattono, si indignano, o fanno il proprio dovere, con e per le donne. 

Tra i nostri messaggi c’è anche una call to action: spesso, infatti, queste persone così straordinarie non solo non sanno di esserlo, ma preferiscono rimanere nell’ombra. Allora, vorremmo che fossero segnalate e che, in qualche modo, alcune di loro diventassero protagoniste del nostro progetto. Per questo motivo, la nostra ricerca non si è ancora conclusa, chiunque voglia accogliere la nostra visione del mondo femminile può farlo! Sicuramente ci sono alcune tappe fisse, ma molto dipende anche dal pubblico e dall’interesse che incontriamo. E’ una bella scommessa! 

Ci saranno un libro e magari un cortometraggio o spettacolo teatrale?

Pensavamo ad un foto-libro per adesso: è già tanto portare in giro questo lavoro; siamo da sole e disponiamo solo dei nostri mezzi. Abbiamo infatti creato un sito di crowfunding dove chi crede in questo lavoro può sostenerci con una piccola donazione. 

https://www.gofundme.com/f/non-tutti-i-maschi-vengono-per-nuocere?utm_campaign=p_lico+share-sheet&utm_medium=copy_link&utm_source=customer

Il ruolo dell’uomo per la parita’ dei diritti

Positivo! Il ruolo dell’uomo deve essere positivo. Con questo lavoro  vogliamo scardinare pregiudizi e stereotipi e, al netto di una violenza di genere che purtroppo esiste, desideriamo che l’uomo diventi partner insieme alla donna, nella campagna di emancipazione femminile e in quella contro la violenza sulle donne. Crediamo in una relazione virtuosa e paritaria. Vogliamo l’uomo accanto a noi come responsabile e come agente di cambiamento. 

Per adesso c’è una campagna social che abbiamo lanciato, sui social, appunto, il 25 novembre, proprio in occasione della giornata contro la violenza sulle donne. Confidiamo poi nell’interesse della stampa.

La fotografia ed il suo ruolo per comunicare messaggi positivi

L’immagine in una mostra impone un tempo di fruizione diverso dall’istantanea sui social per esempio, e dunque, offre un tempo di riflessione: il pubblico si mette in ascolto e laddove non arrivano le parole, arriva la fotografia. I gesti, gli sguardi, “le cose” vedute e non immaginate solo attraverso la narrazione, rendono vivo il pensiero di chi guarda e inducono alla “riflessione emotiva”, ancora poco filtrata da un codice espressivo più elaborato come quello della scrittura. Emotività, trasparenza, effetti di senso. Questo ci aspettiamo dall’immagine fotografica. 

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani