LUCA ANGELUCCI ALLA RISCOPERTA DELLA STORIA DELLE MARCHE

LUCA ANGELUCCI ALLA RISCOPERTA DELLA STORIA DELLE MARCHE

Le Marche sono state teatro di importanti episodi storici per l’Italia ed oggi ne parliamo con Luca Angelucci che ha da poco pubblicato un interessante libro in materia.

Chi è Luca Angelucci e come nasce la passione per la letteratura?

Sono un giornalista, nato a Jesi, in una valle distesa tra le colline marchigiane. Vent’anni fa sono salito su un treno, destinazione Milano, dove ancora oggi lavoro come caporedattore di uno storico settimanale, “Gente”. Ho una moglie, tre figli e insane passioni per il cinema, la musica, il basket. E per la letteratura, che mi brucia l’anima sin da bambino. All’inizio sotto forma di fumetti – Topolino, Spider Man, Hulk, Lanterna Verde – poi di romanzi e di saggi. Da adolescente adoravo i libri di Achille Campanile – il più grande umorista di sempre, scoperto grazie a mio nonno Ezio e mio padre Gianni – quelli di Stefano Benni e di Gino & Michele, poi la fantascienza di Arthur C. Clarke e di James T. McIntosh, la visionarietà di Orwell e la provocatoria follia di Charles Bukowski, “La lunga marcia” di Stephen King, “I versi satanici” di Rushdie, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” e gli altri capolavori di Milan Kundera. Scrivere è venuto naturale, come per tutti, o quasi, gli amanti della lettura. Scrivevo articoletti per giornali locali e, più intimamente, racconti e poesie, quelli che si mostrano agli amici ma che non pubblicheresti mai. Anche se in realtà una poesia, ispirata alla guerra nell’ex Jugoslavia, finì su un settimanale di arte e cultura.      

Di che cosa parla Storie di bombe e di sogni e cosa cerca di comunicare al lettore?

“Storie di bombe e di sogni” racconta la vita e le esperienze, a volte tragiche a volte imprevedibili, di otto marchigiani dalla Seconda guerra mondiale a oggi. Parla di bombardamenti, partigiani uccisi, pasti saltati, ma anche di doganieri “corrotti” con lo spumante, di giri in moto finiti con evoluzioni da circo, di un soldato polacco ubriaco e molesto calmato con un colpo di pala sulla schiena. Ci sono disperazione e riscatto, lacrime e risate, bombe da schivare e sogni da realizzare. I miei otto protagonisti sono campioni di resistenza e di resilienza: non essersi arresi quando tutto intorno a loro minacciava di stritolarli è stata per me un’importante lezione, che spero di condividere con i miei lettori. Senza memoria, senza ricordi, non c’è futuro, questo è l’altro messaggio che mi sta a cuore e che vorrei trasmettere soprattutto ai giovani.       

Quali sono i personaggi protagonisti e come sono state svolte le ricerche sulle loro vite?

Gli otto protagonisti sono volti noti della mia regione e non solo, perché i loro nomi e le loro attività sono conosciute in tutta Italia, e in alcuni casi hanno varcato perfino i confini nazionali. Due sono importanti imprenditori, Giovanni Fileni, fondatore dell’omonima azienda avicola, e Gennaro Pieralisi, innovatore nel settore delle macchine olearie. Tre gli artisti: Giorgio Rocchegiani, che realizza inarrivabili riproduzioni di monumenti con frammenti di fiammiferi, Giannetto Magrini, pittore e scultore, Mario Sasso, pittore e creatore di storiche sigle per la Rai. Poi un attore, Corrado Olmi, mattatore in teatro e al cinema, e uno dei falegnami più amati dagli sportivi d’Italia, Aldo Mancini, padre di Roberto, mitico commissario tecnico della Nazionale di calcio campione d’Europa. L’ottava protagonista è anche l’unica donna, Leonella Memè. Vedova di uno dei più importanti banchieri del nostro Paese, Luigi Bacci, a metà degli anni Quaranta era una ragazza riservata che sognava di costruirsi una famiglia numerosa e una vita tranquilla, per dimenticare quella guerra che troppi affetti le aveva sottratto.     

Cosa fanno oggi e come è stato l’incontro con loro?

Due di loro purtroppo non ci sono più: l’ingegnere Gennaro Pieralisi se n’è andato nel novembre del 2020, poche settimane dopo avermi confidato episodi fino ad allora inediti della sua vita e ora custoditi nel mio libro; anche Corrado Olmi ci ha lasciato, alla fine dello scorso anno a causa del Covid. Gli altri continuano a condurre le loro esistenze come hanno sempre fatto, senza risparmiarsi. Non si risparmia Fileni, alla guida di un’azienda mastodontica che dà lavoro a oltre tremila persone, non sono da meno i tre artisti, che continuano a sfornare quadri e sculture. Mancini segue con passione gli allenamenti dei bambini che giocano nelle squadre della Junior Jesina, la scuola calcio fondata a Jesi da Roberto. Non salta un giorno! La signora Memè si gode l’affetto dei figli e dei nipoti. Incontrare tutti loro è stato per me un privilegio. Ho avuto la fortuna di conoscere persone speciali, generose, che mi hanno dedicato del tempo ripescando i loro ricordi con un po’ di fatica, tante lacrime e qualche sorriso. Nel libro li ho raccontati in prima persona perché volevo che emergessero prepotenti le loro emozioni. Le loro parole sono diventate le mie. Il loro percorso, il mio.

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani