I BAMBINI DEL SOLDATO MARTIN SI SONO RINCONTRATI

I BAMBINI DEL SOLDATO MARTIN SI SONO RINCONTRATI

Durante la Seconda Guerra Mondiale 3 bambini bolognesi furono salvati da un soldato americano: oggi quei 3 bambini, ormai anziani, hanno rincontrato il loro salvatore e di questa bellissima storia ci parla Matteo Incerti autore del libro “I bambini del soldato Martin”.

Chi è Matteo Incerti e come nasce l’interesse per la storia del soldato Martin?

Sono un giornalista originario di Reggio Emilia che da dieci anni scrive romanzi storici basati su incredibili storie vere. Storie di ritrovamenti e abbracci di vita e amore che si ricompongono  dopo oltre 70 anni e che hanno dell’incredibile. Questo è stato il più incredibile di tutti. La storia di Martin nasce quindi dall’interesse che nutro da sempre per le piccole grandi Storie di uomini e donne all’interno della Grande Storia. E’ il modo più semplice e diretto per trasmettere la Storia, valori ed emozioni anche a chi non è direttamente appassionato di questi argomenti. In questo caso del tragico periodo della Seconda Guerra Mondiale. La Storia è maestra di vita. E un uomo e una donna che non conoscono la Storia del proprio paese sono come un albero senza radici o un esploratore senza bussola in una foresta.

 Trovai l’appello della figlia Rachelle il 9 dicembre, lo condivisi con lei il 10 dicembre scorso  facendo ricerche per localizzare l’area. La notizia divenne virale e grazie all’interesse della stampa locale di Bologna e della Rai, tre giorni dopo, nel giorno di Santa Lucia, la favola dei bambini del soldato Martin è diventata realtà. Una favola di pace e vita nata nel buio della guerra e pacificamente esplosa facendo il giro del mondo durante il lockdown natalizio: infatti il 14 dicembre 2020 si sono parlati in videochiamata per la prima volta dopo  76 anni e da lì l’idea della figlia Rachelle e mia di rendere reale questo abbraccio realizzando compiutamente il sogno di Martin che per primo si è vaccinato con la moglie per essere pronto a partire.Otto mesi dopo si sono riabbracciati dopo 77 anni. Ora Martin ha un nuovo traguardo: festeggiare i 100 anni in Italia o con i suoi amici italiani!

Quando si è svolta e chi sono i 3 bambini che all’epoca il soldato salvò?

Sono tre fratelli Bruno , Mafalda e Giuliana Naldi originari di Monterenzio e oggi residenti a Castel San Pietro sempre nel bolognese. Martin li chiama ancora bambini ma hanno 84, 82,79 anni e sono nonni e bisnonni come lui.

Nell’ottobre 1944 Martin Adler insieme a John Bronsky stava perlustrando la casa. Videro muoversi una cesta. Non sapevano che all’interno c’erano tre bambini. Pensavano ci fosse un tedesco ed erano pronti a sparare. Poi un grido “Bambini, bambini, bambini!”. Era la mamma dei tre piccoli Naldi che sbucarono con i loro occhioni dolci da quella grande cesta di vimini. Martin e John non spararono. Come racconta Adler il vero eroe è la madre. Chiesero di fare una foto e quelle due immagini che si scattarono a vicenda sono rimaste l’immagine più felice del conflitto. La vita aveva vinto sulla morte.

Cosa emerge della personalità del soldato e dei bambini come insegnamento per il lettore?

Martin lascia un messaggio di pace e speranza al lettore. Lo fa con questa foto e le altre decine che scattò durante il conflitto, insieme alle vignette ironiche che inviava all’interno dei telegrammi. Fotografò decine di bambini, ragazze con le quale aveva flirt. Era il suo modo per esorcizzare gli orrori che vedeva, causava (era il tiratore scelto della compagnia) , subiva. Si ritagliava attimi di vita pacifica nell’inferno. Questa è una favola di pace e amore che parte nell’inferno della guerra e termina ai giorni nostri. Martin è un uomo dal cuore grande come il Pianeta Terra che dopo il secondo conflitto mondiale ha  trovato un solo modo per rimarginare le ferite dell’anima di quei giorni. Aiutare il prossimo. Prima come assistente sociale dell’associazione Veterani, poi come direttore di un istituto di salute mentale in un sobborgo di New York , poi come direttore e presidente della Helen Keller Foundation che si occupa di assistere i sordo ciechi.

Sono previste presentazioni online?

Da metà giugno quando è uscito il libro sono state svolte oltre trenta presentazioni in presenza rispettando le norme anti-Covid con collegamenti online con Martin dagli Stati Uniti ed ora dal vivo. Registriamo tanti suoi interventi che diffondiamo sui canali social tramite la mia pagina e quella de I bambini del soldato Martin. per rendere virale il suo messaggio d’amore e solidarietà. Tenete presente che, come deciso da me e la famiglia Adler una parte dei diritti del libro vanno alla “Scuola nel Bosco” di Siano (Salerno) che si occupa di educazione civile e ambientale e assistenza degli animali. Un’ idea condivisa insieme a due promotori di questa realtà educativa, Pino Apicella e Carmen Di Lauro. Perchè Martin oltre ad avere un cuore d’oro è un grande difensore dell’ambiente. Uno dei messaggi che lancia nel libro è proprio quello della difesa della Madre Terra e sogna la realizzazione di una foresta della pace in pianura padana. Un albero per ogni caduto militare e civile nella seconda guerra mondiale in Italia. “Rispettiamo la Terra come noi militari rispettavamo il nostro elmetto che in guerra ci salvava la vita. Rispettiamola e vivrà per sempre in armonia con noi” il messaggio che ha lanciato dall’Appennino bolognese in questi giorni.

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani