LA PANDEMIA, SPECCHIO DELLA SOLIDARIETA’

LA PANDEMIA, SPECCHIO DELLA SOLIDARIETA’

Il Covid19, se da una parte ha completamente cambiato le nostre abitudini di vita, dall’altra ci ha fatto conoscere persone straordinarie che hanno prestato il loro aiuto soprattutto durante i primi mesi di emergenza. Alcune storie speciali sono racchiuse nel libro “Iosiamo” curato da Tiziana Di Masi ed Andrea Guolo che ci raccontano come è nata questa bellissima esperienza.

Chi sono Tiziana Di Masi e Andrea Guolo e come nasce “Iosiamo”?

Tiziana Di Masi è un nome di punta del teatro civile italiano, che lei ama definire “teatro sociale”. Andrea Guolo è un giornalista specializzato in economia ed è l’autore dei suoi spettacoli. Siamo uniti sia nella professione sia nella vita, essendo tra le altre cose moglie e marito. #IoSiamo nasce dopo due spettacoli di successo, “Mafie in Pentola” sulle storie dei prodotti di Libera Terra e “Tutto quello che sto per dirvi è falso” sulla contraffazione e sul ruolo delle mafie nella gestione del business del falso, perché volevamo raccontare qualcosa di bello, l’Italia migliore. E abbiamo individuato nelle storie dei volontari questa parte dell’Italia. Lo spettacolo ha debuttato nel 2018 a Milano – dopo il prologo super speciale dell’1 ottobre 2017 all’interno della Basilica di San Petronio a Bologna nel giorno della visita pastorale di Papa Francesco – ed è tuttora in scena. Con l’inizio della pandemia, abbiamo trasformato lo spettacolo in un “Tg del Volontariato”: ogni giorno, dal 9 marzo al 4 maggio 2020, abbiamo raccolto una storia di volontari impegnati sul fronte Covid, volontari che non si sono mai fermati perché c’era qualcuno che in quel momento, ancora più di prima, aveva bisogno di aiuto. Da quell’esperienza è poi nato il libro, uscito a inizio maggio e pubblicato da Edizioni San Paolo.

Di che cosa parla e cosa cerca di comunicare?

Il libro raccoglie 12 storie di volontari e a ogni storia corrisponde un tema: l’accoglienza (storia di Norina Ventre “mamma Africa” a Rosarno), il cibo che nutre l’anima (volontari del Refettorio Ambrosiano a Milano), le catastrofi naturali (Barbara Caranza dell’associazione Chief), la valorizzazione delle diversità (storia di Sofia, volontaria del Movimento di Identità Transessuale), gli anziani (il cinema del martedì a San Pietro in Casale con Spi Cgil e Auser) gli attivisti della Terra dei Fuochi ecc, fino alla conclusione con la storia dei volontari del carcere di Padova e di Trento per il recupero lavorativo dei detenuti.

Il ruolo del volontariato in Italia: numeri e necessità, rapporti con gli enti religiosi e con quelli laici

Secondo le stime di Istat, i volontari in Italia sono oltre sei milioni. Senza di loro, non potrebbero essere garantiti tanti servizi, dall’assistenza ai malati al fabbisogno alimentare dei poveri, dalle attività culturali all’integrazione e alla lotta alle disuguaglianze. Quel che notiamo, soprattutto dopo la caduta dei muri e il superamento delle ideologie, è una integrazione sempre più maggiore tra il mondo religioso, soprattutto quello cattolico, e il mondo laico. Un esempio calzante è quello delle Cucine Popolari a Bologna, fondate da un ex sindacalista della Cgil (Roberto Morgantini) e gestite grazie a una collaborazione consolidata con la vicina parrocchia di San Cristoforo nel quartiere Bolognina. Si tratta di una felice “comunione” tra due mondi un tempo contrapposti e ora uniti per dare qualcosa a chi non ha nulla, e quel che danno agli altri non è solo il cibo: sono soprattutto attenzioni.

Quali sono gli ostacoli più frequenti che i volontari riscontrano da parte della Pubblica Amministrazione?

Gli ostacoli sono parte integrante della storia dei volontari e non vengono posti solo dalla Pubblica Amministrazione, ma spesso anche dalle stesse associazioni di volontariato. Come abbiamo scritto nel capitolo introduttivo del libro: “il volontariato crea dipendenza e, una volta che inizi, difficilmente te ne puoi staccare: nemmeno se gli impegni aumentano, se le situazioni cambiano o se gli ostacoli più grandi li trovi proprio all’interno della tua associazione, come se fosse un fuoco amico che tenta di colpirti in guerra. Il volontario va avanti, comunque: perché qualcuno ha bisogno di lui, e allora tutto il resto diventa secondario”.

Qualche storia particolare da Voi conosciuta…

Dal 2017, abbiamo raccolto centinaia di storie di volontari. Alcune sono entrate nello spettacolo, altre nel libro, molte altre le abbiamo portate all’interno dello spettacolo come chiusura dedicata alla data specifica (storie “a km zero”, per far capire agli spettatori che tutto quel che raccontiamo non accade su Marte ma nel loro paese, quartiere, via) e sono state oggetto del nostro Tg del Volontariato durante il primo lockdown. Sono tutte storie belle, ma se dovessimo sceglierne una prenderemmo come esempio la storia di Claudio e del suo volontario Mario, una storia sulla disabilità che non a caso è stata scelta da Tiziana per una data molto speciale dello spettacolo: quella del 9 novembre 2018 al Senato della Repubblica, alla presenza della Presidente Casellati, per il Premio nazionale del volontariato. Una storia emblematica, perché Claudio è un autista in pensione colpito da depressione, e ha trovato in Mario – disabile grave ma uomo speciale, autore di tantissimi libri nonostante la sua disabilità – la medicina in grado di restituirgli la voglia di vivere. Una medicina davvero speciale, la medicina dell’amore.

Le prossime tappe dello spettacolo

Da qui a settembre siamo impegnati nella presentazione del libro. Dopo aver iniziato da Bologna e Milano, ora siamo al sud (Castel Volturno, Cilento, Bari, Salento, Matera, Potenza, Locri, Agrigento, Castellamare del Golfo) e poi torneremo al nord (Alba, Portogruaro, Mestre). Dopo la pausa di agosto, ripartiremo il 30 agosto da Roma per poi rimetterci in moto con altre presentazioni in Toscana, Emilia Romagna e tante altre sono in arrivo. Confidiamo in un autunno di ritorno alla normalità per ripartire anche con lo spettacolo, che si chiudeva con il momento più bello e compartecipato di #Iosiamo: quello dell’abbraccio collettivo tra gli spettatori. Quell’abbraccio, durante la pandemia, ci è proprio mancato.

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani