DONNE FAMOSE ED IL TALENTO: UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO

DONNE FAMOSE ED IL TALENTO: UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO

Talento e celebrità da sempre vanno di pari spesso, ma molto spesso essere dotati di capacità eccezionali nei più diversi settori artistici si è rivelata una sorta di trappola, una prigione dorata che ha segnato la vita di diverse persone famose. Ne parliamo con le autrici del libro appena pubblicato “Uccise dal talento”.

Chi sono Paola Dei ed Alma Daddario e come è nata l’idea di un libro su donne famose ed il loro rapporto col talento?

Paola Dei

Io sono prima di tutto una donna e mi piace molto, da sempre, indagare e conoscere la storia dell’emancipazione femminile che, purtroppo, ha comportato grandi sacrifici per affermare il talento e conciliarlo con l’affettività.

Sono inoltre Psicologo dell’Arte Psicoterapeuta Art Terapeuta e Critico Cinematografico e Teatrale. Anche da queste tre angolature ho sempre affrontato il tema dei diritti, delle rinunce, delle difficoltà, delle discriminazioni, di quella che viene definita l’altra metà del cielo. Ho pubblicato molti libri, articoli scientifici, saggi, dedicati a queste tematiche scoprendo ogni volta nuove prospettive e nuovi modi di leggere gli eventi. Con Alma ci unisce l’amore per il teatro e il cinema e, quando mi ha proposto di realizzare fattivamente il progetto, l’ho accolto immediatamente, soprattutto perché avevo visto pochi giorni prima il film Judy di Rupert Golden dedicato alla grande Garland con una strepitosa Renée Zellweger ed avevo già in mente di scrivere qualcosa su questa grande artista. Il film aveva colpito nel segno. Sentivo che non avrei potuto lasciarla senza conoscere ed evidenziare nuovi aspetti. 

Alma Daddario

Sono giornalista e drammaturga, mi sono sempre interessata alle figure femminili al cinema, a teatro, nelle varie espressioni artistiche anche perché si tratta della “seconda faccia della storia”, dato che spesso alcune di queste non sono state raccontate in modo adeguato e mi è capitato di avvicinarmi ad alcune artiste soprattutto del cinema per motivi giornalistici. Ho scritto alcuni articoli sulle biografie di alcune di loro e quindi ho pensato di raccogliere queste esperienze in un libro e ne ho parlato con Paola Dei per avere una seconda visione delle loro storie.

Come sono state scelte le storie delle protagoniste?

Paola Dei

Potremmo dire che sono state le artiste a farsi scegliere. Avevano tratti comuni individuabili in un grande talento, nella fame di affetto e nella difficoltà di conciliare l’essere donna con l’essere grandi artiste. I loro volti, le loro vite ci hanno appassionato e abbiamo deciso di illuminare la loro storia e farle conoscere meglio.

Naturalmente sarebbero state molte di più le attrici di cui parlare ma tutte più note e meglio conosciute, inoltre abbiamo dovuto darci un limite di 12 per non trasformare il libro in un’ enciclopedia. Loro rappresentano il simbolo di ciò che è accaduto nel ‘900, quando sembrava che molti problemi fossero stati risolti e si fosse raggiunta una presunta parità. Attraverso di loro abbiamo anche portato avanti un piccolo tassello per eliminare ogni forma di violenza sulla donna, sia fisica che psichica. 

Alma Daddario

Le protagoniste di queste storie sono 12 ma in realtà ce ne sarebbero tantissime; abbiamo cercato di raggruppare quelle che ci sembravano più significative e che vanno dagli anni ’40 del cinema fino ai giorni nostri. Sono artiste sia straniere che italiane, in particolare di italiana c’è Laura Antonelli, di straniere sono tantissime, Veronica Lake, Vivien Leigh, Natalie Wood, Frances Farmer, la divina Callas che in qualche modo è anche lei “uccisa dal talento” se vogliamo usare questo titolo un po’ paradossale che abbiamo scelto apposta e che ci sembrava molto adeguato in quanto tutte sono state dei grandi talenti.

Di che cosa parlano in particolare le loro storie? Le avete conosciute di persona?

Paola Dei  

Esse evidenziano le difficoltà che le protagoniste hanno incontrato per poter essere libere di essere se stesse e poter portare avanti maternità, amore, lavoro in ambienti ostili e in famiglie dove venivano spinte a ricercare soprattutto il successo esteriore. Notoriamente più dotate di molti colleghi uomini e con una bellezza innata, che nasceva prima di tutto da dentro, hanno vissuto sempre in situazioni precarie dove venivano sfruttate, maltrattate, zittite, osteggiate. Eroine vissute in mezzo all’ignoranza, si sono sforzate di trovare un modo per bilanciare il delicato equilibrio fra vita affettiva e vita professionale. A parte Laura Antonelli, vista ad un evento cinematografico diversi anni fa, non ho conosciuto le altre perché le loro storie sono più indietro nel tempo e hanno lasciato questa vita molto presto, ma con Alma abbiamo ripercorso la loro opera e la loro vita documentandoci su tutte le fonti che abbiamo potuto reperire.

Le frasi dette da loro in alcune occasioni, trascritte nei libri, divenivano man mano che andavamo avanti, quasi sonore per me, con la timbrica che le aveva caratterizzate in vita e che avevamo ascoltato grazie ai film e alle opere da loro interpretate. La “r” arrotata di Edith Piaf, la voce calda di Maria Callas, le battute di Frances Farmer, la voce a usignolo di Judy Garland, ci hanno accompagnato durante tutta la stesura del testo. Eravamo entrate tanto in intimità che per me non è stato neppure difficile ricostruire le loro stanze da letto, attingendo in parte da documenti reali e abbinando poi l’architettura dell’ambiente a quella dell’anima. Per questo, che potremo definire arredamento interiore, ho attinto alla Psicologia dell’Arte, al cinema, al teatro. 

Alma Daddario

Le loro storie sono di varia estrazione, secondo i vari contesti sociali, ma sono state tutte accomunate da una sorta di destino che le ha condizionate, soprattutto in quanto donne. Alcune di loro sono state sfruttate dalle stesse famiglie perché volevano che le figlie avessero successo a tutti i costi, come nel caso di Judy Garland e di Natalie Wood, di Vivien Leigh, che a 5 anni fu messa sul palcoscenico dalla madre per una recita e da lì è iniziato tutto il suo percorso. Sono storie molto molto particolari e molto avvincenti, che hanno degli spunti di riflessione sia per la parte privata che abbiamo raccontato che per quella professionale.

Episodi particolari emersi

Paola Dei

Tutte meritano momenti di riflessione. Gli episodi che a me sono rimasti più impressi nella memoria sono indubbiamente riferiti a Francis Farmer, lobotomizzata perché troppo intelligente. Visse una vita in manicomio pur essendo sana, ma con un carattere troppo indipendente per l’epoca in cui si trovava e per la madre che ne voleva addomesticare l’indole autonoma e ribelle.

Anche avvenimenti legati alla vita di Judy Garland commuovono se si pensa che la sua fame di cibo e affetto furono saziate entrambe con pillole di ogni specie. Anche la messicana Lupe Velez, icona di Hollywood negli anni 40, associata spesso a Frida Kalo, la pittrice allieva, moglie e musa di Diego Rivera, con un volto irresistibile e gli occhi malinconici, incontrò un destino tirannico e beffardo quando l’amore le fece lo sgambetto e la fece sprofondare in un vortice dal quale non riuscì a rialzarsi.

Alma Daddario

Ci sono tanti episodi che mi hanno colpita in modo profondo: indubbiamente una delle storie più drammatiche è quella di Frances Farmer che è stata appunto lobotomizzata per mitigare il suo carattere ribelle, però anche la vicenda umana di Edith Piaf colpisce molto, questa donna che malgrado le grandi sofferenze è diventata una grande stella con la passione del canto che praticamente prevaricava qualunque tipo di problema e di sofferenza e la rendeva comunque  magnifica, immortale, simbolica anche di una certa voglia, grandezza e personalità propriamente femminile. Mi ha colpito poi come giornalista la vicenda di Natalie Wood che è un cold case, dato che è stata ritrovata morta in un frangente abbastanza misterioso ed ancora ci sono dubbi sull’eventuale colpevolezza del marito, ci sono tutt’ora indagini in corso. Sono tutte storie che hanno qualcosa che colpisce, qualcosa di indimenticabile.

In che modo gestire il talento e non rimanerne vittime?

Paola Dei

Una bella domanda, la ringrazio molto per averla fatta. Proprio ieri ho avuto modo di rivedere opere di Sofonisba Anguissola, una pittrice vissuta nel 1500, dotata di un grandissimo talento in un periodo storico in cui la donna non aveva neppure accesso alle arti. Aveva una grande determinazione e un amore immenso per la pittura, ma fu grazie ad un padre intelligente che poté emergere nel panorama culturale europeo, soprattutto in Spagna,  in quanto, lui non solo le permise di studiare letteratura, arte, musica, seppur con alcune limitazioni per aspetti riservati solo agli uomini, ma ne promosse anche la notorietà.

Credo che questo sia il modo più efficace per superare le barriere che ancora rendono difficile la vita delle donne. Non basta purtroppo solo quello e ne abbiamo prova ogni giorno, occorre avere accanto chi, come il padre della Anguissola, in maniera disinteressata e con il lume della ragione unito al calore dell’affetto, sostiene nel cammino verso l’emancipazione.

Alma Daddario

La gestione del talento dipende in parte da noi stessi e in parte dalle circostanze e dal contesto sociale in cui ci si ritrova a vivere. Indubbiamente in certi ambiti, ad esempio nell’organizzazione e nella gestione di strutture, associazioni, industrie come quella cinematografica in questo caso spesso è tutto in mano agli uomini e quindi sono loro che stabiliscono la buona e la cattiva sorte. Sicuramente se si ha una forte personalità e si riesce a controbattere ai ricatti fisici o anche morali in certi contesti prima o poi si riesce ad emergere e ad essere considerati. Per le donne è ancora molto molto difficile in tutti gli ambienti, non soltanto in quello cinematografico

Sono previste presentazioni online?

Paola Dei

Grazie ancora per le sue domande. Sì, sono previste altre presentazioni online, ne abbiamo in programma almeno una a Firenze, poi Milano e di nuovo Roma.  Se qualcuno vuole invitarci per una riflessione sul femminile saremo ben liete di presentare il nostro libro. Abbiamo già in cantiere il secondo dedicato ad altre grandi donne delle arti.

Alma Daddario

Sono previste certamente varie presentazioni online ed auspichiamo anche in presenza. Fra le prossime dovrebbe esserci quella all’Isola del Cinema, in data da definirsi, al Festival di Volterra questa estate e certamente altre.

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani