LEONARDO MAZZAROTTO, DAL VIOLINO AL PICCOLO SCHERMO

LEONARDO MAZZAROTTO, DAL VIOLINO AL PICCOLO SCHERMO

In televisione lo stiamo seguendo nei panni del violinista Matteo, che assieme ai suoi compagni segue gli insegnamenti del burbero Prof. Luca Marioni: stiamo parlando di Leonardo Mazzarotto, protagonista de “La Compagnia del Cigno 2”.

Leonardo,  come nasce la passione per il violino?

Ho sempre respirato musica nella mia vita, da prima che potessi capirla. Ho iniziato a giocare con i suoni e con gli strumenti da bambino, seguendo le orme di mio padre, poi il violino è arrivato in modo improvviso. Stavo per iniziare le scuole medie ad indirizzo musicale e avevo intenzione di studiare il pianoforte, ma la commissione che mi esaminò mi consigliò il violino. Era lo strumento per me, avevano ragione.

Ne “La compagnia del cigno” sei il violinista Matteo: come avviene l’incontro con la recitazione?

Durante l’estate della maturità ricevo una telefonata: una produzione è alla ricerca di giovani musicisti per una serie televisiva; hanno sentito parlare di me e avrebbero piacere ad incontrarmi. Pensando si tratti di un piccolo ruolo, decido di provare. Provino dopo provino, realizzo che sarò un protagonista. Vengo scelto. Per me ha inizio un viaggio di totale immersione nel mondo della recitazione che mi porterà fino al set. Mi innamorerò perdutamente di questo mondo.

Qualche episodio particolare dal set…

Ce ne sono stati tanti. Siamo ormai giunti al termine della seconda stagione, ma una delle esperienze più forti l’ho vissuta sul set della prima. Abbiamo girato ad Amatrice le scene del terremoto, esattamente nei posti dove tutto è successo davvero. Non ho mai sentito un silenzio come quello in vita mia, ora lo porto con me. 

In che cosa ti assomiglia Matteo ed in che cosa è diverso?

Ci lega, sopra a tutto, l’amore per la musica. Siamo entrambi molto emotivi, anche se forse io esterno meno rispetto a Matteo. Lui è più impulsivo di me e a volte lo invidio per questo.

Il rapporto con il Maestro Luca Marioni, interpretato da Alessio Boni e con il regista Ivan Cotroneo e quali insegnamenti vi stanno dando

Sono stato molto fortunato: il set de “La Compagnia del Cigno” è stato da subito ed è poi rimasto un posto accogliente dove ogni giorno non vedevo l’ora di tornare. Questo è successo anche e soprattutto grazie al mix di bravura ed umiltà che caratterizza sia Alessio che Ivan. Oltre che colleghi, io e il “Maestro Marioni” siamo diventati amici. Ivan, che ringrazio per aver scritto la splendida prefazione al mio nuovo libro “In ascolto”, mi ha insegnato a dar voce a quello che ci sta a cuore e a credere nelle proprie unicità.

Di che cosa parla il libro?

Ho sempre scritto: prima per gioco, poi per esigenza. Con questo viaggio tra le mie poesie e i miei pensieri ho voluto dare una forma all’ascolto di cui tutti, oggi, abbiamo bisogno. Fermarsi sulle proprie domande, che spesso non trovano risposta se non nell’attesa e nel silenzio, può forse rappresentare lo spazio giusto per relazionarsi con la velocità alla quale oggi siamo abituati. 

Sono previste presentazioni online?

Certo! Ne ho già fatte e nei prossimi giorni ce ne saranno altre. Finalmente, poi, stiamo ricominciando con degli eventi in presenza. Siete tutti invitati!

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani