SALVATORE REQUIREZ E I ROMANZI SULLA SICILIA

SALVATORE REQUIREZ E I ROMANZI SULLA SICILIA

La Sicilia è da sempre terra di ambientazione di bellissimi romanzi ed oggi ne parliamo con Salvatore Requirez, autore siciliano di importanti successi letterari.

           Chi è Salvatore Requirez e come nasce la passione per la letteratura?

Salvatore Requirez è un medico nato a Palermo nel 1957 con due figli di 33 e 30 anni. In atto sono direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale per l’Alta Specializzazione Civico di Palermo che comprende anche l’unico ospedale interamente pediatrico della regione Sicilia. Sono alla mia settima direzione di azienda sanitaria negli ultimi vent’anni, un’ esperienza che mi ha portato a conoscere e curare aspetti sanitari e gestionali da una punta all’altra dell’isola. La passione per la letteratura nasce a scuola. Credo di aver avuto un’ottima insegnante: la professoressa Giovanna Bonomonte, appassionata studiosa di Dante, che ci ha insegnato l’amore per il saper leggere prima ancora che per lo scrivere. Da lì il dedicare il (poco) tempo libero alla preparazione dei miei libri seguendo una sola regola: nel farli mi devo divertire (con confronti, ricerche di documenti, nuove angolazioni d’analisi che escano dagli schemi già noti). Se non mi divertissi non avrebbe senso impiegare il mio tempo libero.

Di che cosa parlano i Suoi libri ” Il leone di Palermo” e “Storia dei Florio” e cosa cercano di comunicare al lettore?

Il tema è lo stesso, quello dei Florio. Il primo è un romanzo incentrato sulla vita dell’ultimo erede della dinastia imprenditoriale e sul declino dorato delle grandezze di un tempo. Il secondo è un saggio che offre in modo fruibile l’aggrovigliata vicenda delle imprese e dei personaggi che hanno caratterizzato la saga. Entrambi hanno lo stesso obiettivo: cercare di informare il lettore nel modo più corretto utilizzando anche il veicolo della narrativa romanzata che permette un più agevole immedesimarsi grazie all’utilizzo del discorso diretto. Entrambi originano dalla stessa onda emotiva personale. Nel 1976 sostenni l’esame di maturità classica. Portavo all’orale le materie di Italiano e Storia. Cominciammo con quest’ultima e il presidente della commissione mi disse: parliamo della Questione Meridionale! Ma non degli aspetti politici o del brigantaggio, come hanno già fatto i tuoi compagni, parliamo degli aspetti economici dove e quando si scava questo divario tra Nord e Sud? Ci pensai un attimo e partii. Cinque minuti dopo mi giocai la carta dei Florio e delle loro imprese. Il presidente, che fino a quel momento era stato a testa china sul giornale, inforcò gli occhiali e mi disse fissandomi negli occhi: Beh… in effetti, però, l’unica industria del sud che reggeva il paragone con quelle del nord era la Cirio… Io restai, per tre secondi, interdetto: quanto poteva già allora il potere della pubblicità in televisione? Ancora oggi ringrazio il cielo di aver distolto, imbarazzato,  lo  sguardo dai suoi occhi e di aver incrociato quelli del membro interno in commissione che mi invitava a smorzare ogni polemica: non è mai igienico entrare in contrasto, apertis verbis, con chi, in sede di esame ti deve giudicare… Ma soprattutto ringrazio il cielo, avendo cominciato a snocciolare le imprese guidate dai Florio in tutta Italia, compresa l’unica compagnia della marina mercantile allora operante in regime di monopolio, la Navigazione Generale Italiana, di non aver detto a chiare lettere che la ottocentesca Cirio era un’azienda piemontese … L’esame andò bene ma una convinzione si radicò in me: bisognava mettere ordine nelle fuorvianti informazioni che circolavano intorno ai Florio.

Lei è medico: la situazione del Covid in Sicilia e le previsioni in merito sui vaccini 

Bisogna distinguere in base la mio ruolo. La lotta al Covid 19 si sta conducendo in Italia e nel mondo su due fronti: quello delle cure e quello della prevenzione. Nel nostro ospedale ci occupiamo soprattutto di ricoverare i casi più gravi dei pazienti infetti. Abbiamo riservato un padiglione intero (che comprende la rianimazione) più quello delle malattie infettive. In tutto oltre 200 posti letto. In questo momento la Sicilia è in zona arancione e, quindi, in una situazione di grande allerta. Non bisogna abbassare neppur minimamente le pratiche di protezione individuale e collettiva  e di contenimento dei contatti. I vaccini costituiscono lo strumento più idoneo a fronteggiare il dilagare dell’infezione. Bisogna accostarsi con fiducia a questo presidio e, soprattutto, in quanti più possibile nel più breve tempo possibile. 

Come sono state raccolte le informazioni storiche sulla famiglia Florio e quali legami hanno con il Giro Automobilistico d’Italia?

Negli ultimi 40 anni ho raccolto e trascritto ogni riferimento bibliografico inerente la materia. Credo di possedere uno dei più grandi archivi di testo e immagini spesso a disposizione dei cultori del ramo per le loro ricerche o approfondimenti. Quanto al Giro i link sono molti. Ne accenno alcuni: il primo vincitore del Giro d’Italia (1901) fu Felice Nazzaro grande amico di Vincenzo Florio fondatore della Targa Florio, della Coppa Florio e del Giro di Sicilia. Fu anche il suo insegnante di guida sportiva. Esistono documenti (da me pubblicati) in cui si vedono entrambi a bordo del tracciato privato ricavato dentro il parco di Villa Florio a Palermo. Giro di Sicilia e Giro d’Italia sono accomunati dell’idea di promozione del nuovo mezzo meccanico agli albori del secolo scorso. Era un’idea rivolta a chi poteva permetterselo e tentennava a rinunciare alla carrozza a cavalli. Era il superamento di un’era. Era un’idea di promozione commerciale per il più rapido rifornimento centripeto dei mercati. E poi sublime spettacolo. Nei paesi che attraversavano molti cittadini non avevano mai visto transitare di corsa un’automobile.

Nel 2014 Lei ha pubblicato “La Regina delle Madonie. Porsche in Targa Florio”: di che cosa parla?

Della Porsche che è la Casa che conta più vittorie in Targa Florio, più di Ferrari e Alfa Romeo che cominciarono a disputarla molto tempo prima della Casa di Stoccarda. Ho voluto scriverlo perché temo che ci sia un aspetto storico sportivo che rischia di cadere nel dimenticatoio o, almeno, sottostimato. Quando Porsche nel 1970 vince per la prima volta la 24 Ore di Le Mans (oggi la corsa più importante del mondo) disponendo, finalmente, di una macchina all’altezza delle potenze richieste per ottenere quel successo, ci si dimentica che aveva vinto ben dieci volte la Targa Florio (la corsa più antica e difficile del mondo) nel breve arco di 15 anni e 14 partecipazioni. Porsche ha scritto la storia della Targa Florio pur con macchine di piccola cilindrata ma questa è stata fondamentale per la sua progressiva crescita tecnica verso il dominio assoluto nel motorsport dei primissimi anni’70.

Lei è autore di diversi libri sulla Sicilia: quali sono i luoghi più belli da visitare in questa splendida isola?

Trovo particolarmente interessanti quelli meno noti ma non meno belli. Grazie al mio lavoro ho avuto modo di girare l’isola in lungo e in largo: in alcuni ambiti si resta semplicemente affascinati. Esprimo quindi, un parere soggettivo e cito tre centri: uno piccolo e due grandi.   Siracusa: centro ancora a misura d’uomo dove ci si può immergere nella storia millenaria e mangiare da dio nei posti giusti. Girare per Ortigia, anche nel caos odierno, ha un fascino particolare e difficilmente eguagliabile.  Percorrere il passeggio Aretusa fino al lungomare Alfeo, al tramonto, può essere un’esperienza indimenticabile. Seconda città: Enna. La sua altezza l’ha messa al riparo, a lungo, nei secoli dalle scurrili invasioni della modernità. Lì tutto ha il segno del tempo antico. Le cento chiese che la segnano godono di un barocco semplice e incorrotto, diverso da quello che, ciclicamente, invece, veniva ritoccato nelle linee formali nei centri di riviera aperti alle contaminazioni della moda. Il lago di Pergusa con annessa riserva dove si raccolgono tutti i genotipi degli ulivi mediterranei, vale da solo, una gita. A turisti mordi e fuggi consiglierei di saltare un pasto e acquistare uno dei libri di Rocco Lombardo, mite e profondo conoscitore della storia di Castrogiovanni (come si chiamava Enna fino al 1927) recentemente scomparso e, magari, sfogliarlo al fresco del Belvedere, davanti ad uno dei più bei panorami del mondo, da dove si domina tutta la Sicilia. Infine un centro piccolo: Montalbano Elicona. Un borgo di recente assurto a gloria televisiva ma che è unico per un patrimonio misconosciuto: l’altopiano di Argimusco nella riserva di Malabotta. Un posto magico che tale è stato per millenni e dove ancora si trovano testimonianze preistoriche: un paradiso archeologico ma anche di forte suggestione esoterica grazie ad impressionanti megaliti attorno ai quali, per secoli, studiosi di ogni latitudine hanno consumato energie cerebrali per decodificarne un univoco significato. 

Sono previste presentazioni online?

Sono sicuro di sì ma è un compito che lascio volentieri organizzare all’editore.

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani