Intervista a Padre Guidalberto Bormolini

Intervista a Padre Guidalberto Bormolini

Oggi parliamo di anima e vita dopo la scomparsa terrena con un grande esperto spirituale, Padre Guidalberto Bormolini.

Padre Bormolini, come nasce l’idea di una collana dedicata alla vita dopo la morte?

“Sono sacerdote e Monaco in una comunità In Toscana. Mi dedico alla cura delle persone per far loro scoprire la dimensione spirituale e tramite Padre Gian Vittorio Cappelletto, un gesuita che ci ha insegnato la meditazione cristiana, ho appreso che la vita interiore non deve essere mai per la ricerca del proprio benessere, ma sempre per costruire il bene. Per questa ragione mi sono dedicato in tutti questi decenni a far scoprire alle persone il mondo invisibile che è più affascinante di quello visibile, e anche a riscoprire la figura di Cristo come terapeuta delle loro vite troppo spesso prive di senso. La riflessione sulla morte sin dai tempi più antichi è stata centrale nella ricerca del senso della vita, per questo da lungo tempo mi dedico ad accompagnare persone alla morte, ad educare i professionisti della cura che la morte non è l’opposto della vita ma è una parte della vita stessa, talvolta anzi porta di vera vita. In questo contesto nasce l’idea di fondare una collana dedicata a questi temi, sulla scia delle antiche sapienze di tutti i popoli.”

Quali autori ne fanno parte e da quali punti di vista viene affrontato questo argomento così particolare?

“Abbiamo coinvolto i principali autori del mondo della cura nel campo delle cure palliative e della tanatologia. Si tratta infatti di una collana di alto spessore per il livello degli autori, ma deliberatamente di carattere divulgativo. Vogliamo infatti diffondere i grandi ideali della cura reciproca come essenziali per i tempi odierni affinché si costruiscano civiltà più umane.”

Il ruolo della preghiera soprattutto per le persone più anziane, per prepararle al momento del passaggio

“La preghiera, la meditazione e ogni pratica contemplativa sono essenziali per preparare se stessi e gli altri ad attraversare il passaggio della morte affinché sia di introduzione alla vita. La dimensione spirituale è  essenziale nella cura come riportano numerosi documenti scientifici, compresi quelli dell’organizzazione mondiale della sanità. La nostra collana vuole in particolare dare spazio al tema centrale della spiritualità nella relazione di cura in generale  e in particolare nei confronti della preparazione alla morte.”

Quali docenti partecipano al Master sullo studio della morte che Lei tiene a Padova?

“Il master dell’Università di Padova dove insegno è il più importante percorso di studi universitario sul tema della morte e del morire. La mia Direttrice, la Professoressa Ines Testoni, è tra le massime esperte in Italia e riconosciuta a livello internazionale per quanto riguarda gli studi tanatologici. Il master è strutturato in maniera interdisciplinare in modo che il tema della morte e del morire sia affrontato da tanti punti di vista, per dare competenze sia nel campo specifico dell’ accompagnamento che in tutte le discipline storiche, filosofiche, teologiche , psicologiche e in tutti gli altri campi essenziali per avere una competenza completa su questo tema così importante e delicato.”

Ci può raccontare qualche testimonianza particolare che ha conosciuto?

“Le testimonianze sono innumerevoli ma credo che la cosa più importante sia che il lettore impari a mettersi al servizio di chi soffre. Sarete allora voi a raccontare nel romanzo della vostra vita ciò che gli ha dato un senso. Troppe persone si sentono inutili, dicono che temono di non servire a nulla e a nessuno, ma il problema è proprio qui: per servire a qualcosa bisogna imparare a “servire” gli altri e soprattutto coloro che soffrono.”

Di che cosa si occupa “TuttoèVita Onlus”?

“TuttoèVita Onlus” si occupa prioritariamente di accompagnamento spirituale al fine vita, un campo importantissimo dell’ accompagnamento ma purtroppo molto trascurato. Oltre a questo ci si occupa di fare formazione al personale sanitario per l’accompagnamento alla malattia grave e al fine vita. In questi mesi stiamo anche realizzando un Hospice, cioè un luogo dove accompagnare alla fine della vita con le cure palliative, che sarà il primo in Italia e in Europa centrato sulla pratica della meditazione. Verranno fornite tutte le cure mediche, infermieristiche e psicologiche e la massima qualità da parte di un’équipe che pratica meditazione come strumento di supporto anche per i pazienti.

Il livello di una civiltà si misura dalla sua capacità di prendersi cura, ma solo se la persona è curata integralmente corpo, psiche e spirito si può parlare di vera e propria cura, cioè di una cura fatta col cuore.”

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani