Intervista a Sara Casiraghi, autrice del libro “Amabile”

Intervista a Sara Casiraghi, autrice del libro “Amabile”

Oggi siamo con l’autrice Sara Casiraghi che ci parla di Amabile

Chi è Sara Casiraghi e come nasce la passione per la letteratura? Cosa si intende con Amabile?

“Amabile” non è il nome della protagonista del mio libro, piuttosto il riferimento a come dolci e raffinati, per l’appunto “amabili”, possano diventare i segni lasciati da dolori e ferite, se riempiti e valorizzati, anziché nascosti. E’ una filosofia ben descritta dall’antica arte giapponese del Kintsugi, cui il libro sicuramente si ispira. In più Amabile era il nome della mia bisnonna, nata e cresciuta nel casolare in cui si ambienta parte del romanzo. Una grande donna, peraltro, in tempi in cui “esserlo” era decisamente più difficile.

È stata una coincidenza, un riferimento nato quasi per caso, che ho deciso, però, di tenere con piacere.

Se per “letteratura” si intende ogni storia capace di lasciare un messaggio, di emozionare o anche solo di stimolare la propria immaginazione… Beh, direi che è una passione che c’è da sempre, da quando mia mamma mi raccontava almeno una storia, prima di andare a letto, e poi io mi perdevo a inventare prosegui inediti con più o meno senso! Il piacere di raccontarle, le storie, e di vedere l’emozione negli occhi degli altri arriva forse non molti anni dopo, quando cominciai a leggere io le fiabe, la sera, alla mia sorellina di nove anni più piccola. In ultimo ci sono state le scuole, ma soprattutto l’università che hanno implementato e irrobustito questo “piacere di leggere” e anche “di scrivere”. Grazie al mio carissimo professore dell’Università degli Studi di Milano, nonché relatore della mia tesi di laurea, ho in particolare modo approfondito e sviluppato una predilezione per due grandi autori del nostro Novecento: Italo Svevo e Alberto Moravia. Amo la loro attenzione alla psicologia dei personaggi e la loro narrazione mimetica, quasi “visiva”.

Di che cosa parla il romanzo “Amabile” e quale messaggio cerca di comunicare?

“Amabile è una storia di crescita interiore che una giornalista di trent’anni compie, affrontando il suo passato più o meno recente, riscoprendo con coraggio e dando nuovo valore a ferite e paure troppo a lungo nascoste. È anche il racconto di chi trova la forza di togliersi maschere solo apparentemente più confortevoli e sicure, per scegliere di essere se stessi, di agire piuttosto che sentirsi agiti e determinati da altri. Tutto ciò sarà possibile per Gemma, la protagonista, grazie alla conoscenza indiretta del Kintsugi e ad incontri imprevisti e rivelatori.

Il messaggio chiave del libro è un invito a volersi bene, ad ascoltarsi e a rispettarsi senza giudizio nelle proprie esigenze, anche quando queste sono apparente sinonimo di fragilità… in fondo, forse, se si chiamassero più spesso solo “bisogni” ci verrebbe più facile muoverci verso la naturale “soluzione” e ci sentiremmo più giustificati a farlo! Alle volte il linguaggio ci condiziona e ci crea schemi mentali troppo rigidi!

Per chiudere, come detto anche nel romanzo, “non esiste vergogna delle proprie ferite, bisogna solo imparare a valorizzarle … a trasformarle nella nostra forza”.

Come nasce l’associazione “Lei” e di che cosa si occupa?

“Lei” a.p.s. nasce dall’incontro di sette donne con sette background e formazioni specifiche differenti, tutte, però, fortemente interessate a parlare del mondo femminile, superando stereotipi, cliché e vergogne. L’idea è quella di creare una vera e propria comunità, non solo e non per forza di sole donne, fondata sui valori della fiducia e del rispetto della libertà di sentirsi e di voler essere ciò che si desidera: ovviamente il cardine sarà sempre la figura della donna in tutta la sua poliedricità.

Siamo sette socie fondatrici: oltre a me, ci sono tre coreografe di danza classica e contemporanea, due ballerine di danza contemporanea, una di loro anche personal trainer, e una psicologa sessuologa. Le proposte comprenderanno spettacoli artistici, club di lettura e scambio, incontri informativi e di approfondimento con specialisti, laboratori, incontri di educazione sessuale per le scuole e mostre fotografiche.”

Quali sono i Suoi generi ed autori preferiti?

“Sin dall’adolescenza ho sempre amato leggere Nicholas Sparks. Successivamente mi sono appassionata a romanzi storici, di formazione e psicologici. Direi che Svevo, Pirandello, Moravia e Umberto Eco restano i miei “big” preferiti, mentre tra gli scrittori contemporanei apprezzo molto Chiara Gamberale e Alessandro Baricco.”

Sono previste presentazioni online?

“Certamente, verso fine gennaio vorremmo organizzare una presentazione online di “Amabile”, con l’associazione “Lei” a.p.s. Appena avremo definito tempi e modalità daremo informazione tramite il canale dell’associazione (@lei_a.p.s) e il mio personale (@saracasiraghi13).

La speranza è poi certamente quella di poter fare presto la prima presentazione dal vivo. Il libro “Amabile” è un omaggio anche ad una terra che conosco molto bene, da cui provengo e dove parte del romanzo è ambientato: la Maremma e in particolare un borghetto medievale dell’entroterra, Boccheggiano. Dunque, l’idea sarebbe di legare la presentazione del libro ad un momento di degustazione dei “sapori” locali più rappresentativi. Inoltre, verrà sicuramente coinvolto il corpo di ballo di “Lei” a.p.s. per rappresentare scenicamente alcuni messaggi e significati profondi del romanzo. La realtà Perego Libri di Barzanò è quella in cui, probabilmente ad aprile, proveremo ad organizzare la presentazione di “Amabile”. Inoltre, sarà prevista, sempre tra la primavera e l’inizio dell’estate, un evento simile anche a Boccheggiano, in collaborazione con l’associazione locale Quattro Gatti.”

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani