FERNANDO SINESIO ED IL MONDO DELLA MEDIANITA’

FERNANDO SINESIO ED IL MONDO DELLA MEDIANITA’

Oggi parliamo di medianità con un grande esperto, Fernando Sinesio.

Dott. Sinesio, come nasce l’interesse per il campo
della medianità?


“Sono uno psicologo laureato presso l’Università degli studi di Genova,
dove vivo. Collaboro attualmente con alcuni ricercatore della Facoltà di
psicologia di Padova in merito alle ricerche sulla medianità.
La mia attenzione verso questo campo di studi nasce da un generale
interesse per la scienza e la conoscenza. La fisica moderna si spinge
sempre di più verso i confini del comune sentire, allo stesso modo lo
studio della medianità rientra a pieno titolo in questo campo
esplorativo. Le più recenti scoperte della fisica quantistica aprono uno
spiraglio alla possibilità dell’esistenza di altre dimensioni che
potrebbero spiegare l’origine dei fenomeni paranormali, tra cui la
medianità. Credere nella vita oltre la morte è di grande importanza per
molte persone, sia perché si tratta di una questione legata alla
religione, sia perché può favorire il benessere psicologico di soggetti
che hanno subito un grave lutto o sono affetti da grave malattia. Per
tale motivo la medianità è un argomento dalla natura molto profonda con
importanti implicazioni teoriche e pratiche anche per uno psicologo.”

Come avviene il test sulle capacità delle persone che vi si
sottopongono?


“Lavoriamo in totale accecamento sperimentale. Ogni componente del gruppo ha un’informazione parziale riguardo ai defunti e i loro congiunti.
Uno dei ricercatori di Padova recluta partecipanti volontari che
chiedono di comunicare con un loro defunto. Un secondo ricercatore crea
una coppia di defunti dello stesso sesso e invia i loro nomi al
sottoscritto tramite email. Io sono a conoscenza esclusivamente dei nomi
dei defunti che sottopongo al medium telefonicamente al quale chiedo il
consulto medianico. Le descrizioni che i medium fanno dei defunti
vengono trascritte in modo anonimo (senza riferimenti al nome del
defunto) eliminando frasi troppo generiche come “Il defunto manda un
abbraccio al congiunto” perché sarebbero valutate come corrette da
chiunque. Il compito dei due partecipanti (congiunti del defunto) è
quello di scegliere quale delle due trascrizioni è riferita al proprio
defunto e valutare l’accuratezza di ogni singola affermazione su scala
likert a 5 punti. Il medium, per essere certificato, deve raggiungere,
in valore medio, il 55% di affermazioni corrette per entrambi i
consulti.”

Come si pone la scienza di fronte a fenomeni di questo tipo?

“Allo stesso modo con cui gli elettori si pongono di fronte alle proprie
credenze politiche. C’è chi crede, come noi, ne fa una fede e la
studia, chi invece non crede e la ritiene una cialtroneria quando invece è
studiata in ogni parte del mondo. A livello accademico l’Italia è uno
dei paesi più “sordi” verso questo argomento.”

Quali casi eclatanti emergono dal Suo libro “Al di là del
conosciuto?”


“Al di là del conosciuto” racconta la prima ricerca italiana sulla
medianità ad essere stata svolta con protocolli avanzati e in
collaborazione con l’Università di Tucson in Arizona.
E’ il resoconto degli esperimenti che ho svolto presso la Facoltà di
Psicologia di Genova che hanno dimostrato, in modo inequivocabile, che i
medium non tirano ad indovinare. Tale lavoro è poi confluito nella mia
tesi di laurea magistrale. Il libro racconta la ricerca e la storia
dietro la ricerca. Quando si lavora con i medium non mancano mai
sorprese.”

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani