Stefano Labbia e il “Come vivere in tre comode rate”

Stefano Labbia e il “Come vivere in tre comode rate”

Stefano Labbia è un giovane autore salito alla ribalta grazie al suo primo romanzo “Piccole vite infelici” e alla sua graphic novel seriale “Killer Loop’S” (LFA Publisher). Prodotti così diversi e così distanti l’uno dall’altro, questi due, non solo per il genere letterario e per il target ma anche e soprattutto per il contenuto. Mi sono a lungo interrogata su come trovare dei punti in comune tra le opere del Labbia, oltre alla penna che le accomuna. Il fil rouge potrebbe essere benissimo il senso di rivalsa e l’eterna lotta contro il destino che i personaggi vivono, riga dopo riga, pagina dopo pagina, esattamente come noi esseri umani, fatti di carne e non di carta. Personaggi ben definiti con cui è facilissimo empatizzare. Questo suo secondo romanzo, seguito ideale di “Piccole vite infelici”, esce atteso da nuovi e “vecchi” lettori: in “Come vivere in tre comode rate” ritroviamo tutti quei personaggi apparsi nel primo e brillante capitolo della saga letteraria, gridare il loro candore, la loro rabbia, il loro non arrendersi mai, nonostante tutto e tutti. La speranza e la tenacia fanno da sfondo alle vicende di giovani contemporanei decisi ad arrivare alla meta. Abbiamo approfittato di queste festività per un botta e risposta con l’autore.

EM: Grazie mille Stefano per aver accettato questa intervista: so che sei molto preso da mille progetti con le due aziende oltre che come autore. Come vivere in tre comode rate è un piccolo grande capolavoro lasciamelo dire. all’interno troviamo tutto il panorama di emozioni e sensazioni che proviamo ogni giorno. I conflitti, le idiosincrasie ma anche i dubbi, le domande che sono comuni a tutte le generazioni. Come sei riuscito a concentrare in così poche pagine e soprattutto con una facilità disarmante la quotidianità del nostro vissuto?

SL: Grazie mille per l’opportunità! E grazie per i complimenti! In tutta onestà credo che se uno ama davvero ciò che fa e vi mette passione in ogni istante, il risultato alla fine esce fuori. Si vede. Si tocca con mano. Sicuramente. Ma in “Come vivere in tre comode rate” c’è anche tanta umanità e disumanità che è lontana anni luce dal mio io, per contro. Ho cercato di bilanciare e di guardarmi attorno. L’ispirazione è facile trovarla se si guarda al meglio o al peggio di noi stessi…

Emanuela Manfredi