INTERVISTA ALLA SCRITTRICE BOLOGNESE GABRIELLA PIRAZZINI

INTERVISTA ALLA SCRITTRICE BOLOGNESE GABRIELLA PIRAZZINI

Oggi siamo con Gabriella Pirazzini, autrice di Bologna, che ci parla di sé e delle sue opere

Chi è Gabriella Pirazzini e come nasce la passione per la letteratura?

“Sono una persona legata alla parola, al significato delle parole, al bisogno delle parole e delle loro suggestioni. Lo scrivere mi ha catturata fin da bambina. Mio padre era giornalista sportivo (inviato di Formula Uno, ma anche di atletica) e pure autore di decine di libri dedicati alle due e quattro ruote, ai piloti, ma anche di romanzi,  e inoltre  lettore appassionato, e quindi ho respirato aria di articoli, libri, giornali fin da piccola. Cosi’ scrivevo poesie ( una fu pubblicata nella terza pagina de “Il Resto del Carlino” quando avevo dieci anni e mi fa sorridere oggi a rileggerla, e soprattutto perché il critico Giorgio Ruggeri mi definì la “Minou Drouet” italiana). Poesie, appunti sparsi, diari, poi dopo la laurea in filosofia e psicolinguistica, mi sono affacciata io stessa al giornalismo, prima con Radio Imola, poi con Il Carlino, poi con Telesanterno, nell’era pionieristica dell’etere. Era il 1975.  Sono stata capo redattore di Telesanterno fino al 2018 , quando ho lasciato per diventare conduttrice di format nel settore agroalimentare e turistico con una testata che dirigo “Con i frutti della terra”.Trasmissione in onda su varie piattaforme televisive, una pagina facebook con migliaia di followers e un canale you tube con tantissimi iscritti. Questa maggiore libertà di azione,  mi ha consentito di dedicarmi alla scrittura non solo come hobby da tempo libero, ma come un lavoro importante. Dopo la prima raccolta di poesie “Lamento cosmico” ho pubblicato due raccolte di racconti (Fantasia e così sia con La Mandragora, e Minuetto con Giraldi.) Poi e’ arrivato il tempo di cimentarmi col romanzo , sempre con Rossella Bianco direttore editoriale di Giraldi che ha creduto in me. Nel 2018 e’ arrivata  “La misura” che mi sta dando ancora enormi soddisfazioni,  e adesso“Il ritardo” uscito …in ritardo di nome e di fatto a luglio 2020, causa lockdown. Scrivo ogni giorno, e leggo ogni giorno : credo che lettura e scrittura siano inscindibili.”

Di che cosa parla “Il ritardo” e cosa cerca di comunicare al lettore?

“Diciamo che nei miei romanzi sono sempre tre i protagonisti principali : il tempo, le dinamiche interpersonali e i luoghi, poi naturalmente entrano in scena i personaggi e le storie, a cui amo sempre dare un tocco di suspence. Cosi’ era stato ne “La misura” ( le vicende di una coppia francese il cui viaggio all’isola d’Elba si trasforma in un banco di prova  che a poco a poco fa emergere segreti e bugie, paure e rancori, desideri e speranze) , così e’ ne “Il ritardo” in cui il versante austriaco del Tirolo diventa lo scenario di un racconto che si snoda lungo 25 anni, tanto che i capitoli si alternano con le due date emblematiche , 1995 e 2020.  La vacanza di quattro ragazze dopo la laurea conosce la spensieratezza della giovinezza, ma anche l’amarezza dell’imponderabile, che porterà la protagonista principale, Eleonora, ormai adulta, a tornare in quei luoghi che hanno segnato la sua esistenza. Oltre a lei ci sono Sara, Giorgia, Francesca, Alice, Brando, Enrico, Tobias e soprattutto Thomas che vive in questo paesino, Fliess, con la famiglia, la moglie Katharina e i due figli, Veronika e Markus. Già lo stesso titolo guida al centro tematico del tempo, tempo perduto, tempo vissuto, tempo offeso. Amori, abbandoni, ma su tutto prevale l’imprevisto fatale,  che nella sua assolutezza scardina la vita di tutti .  Rimorsi e rimpianti, sensi di colpa, nostalgie: il tempo che passa e’ un guardarci allo specchio interiore , a volte si e’ fulminati da quel pensiero, a volte quel pensiero diventa una molla per agire…. E’ anche un romanzo sull’ inesorabilità degli eventi, eppure sul libero arbitrio, la fatalità si mescola con le scelte possibili, con i tanti “se” che caratterizzano le nostre riflessioni guardando all’indietro. Anche se poi tutti cercano di affrontare la vita “senza se e senza ma…semplicemente così”. Per la prima volta la storia nasce con un progetto ben definito, questo andirivieni degli anni, questi fatti del 1995 che determinano  25 anni dopo nel 2020 un nuovo e diverso viaggio. E  l’amore, sempre, si aggrappa ai luoghi , tanto da divenirne quasi parte.

Tutti i miei romanzi, e pure i racconti, nascono dalle emozioni e descrizioni di un posto. Dove mi ha portato un viaggio, una vacanza o anche solo l’incontro di un giorno. Cosi’ e’ stato per i luoghi di Minuetto, cosi’ e’ stato per l’Elba autunnale della Misura, cosi’ e’ per il Ritardo, con questo strano paese austriaco, Fliess, che esiste e dove sono stata davvero. Da quelle dieci righe si e’ sviluppata una storia inventata , che nel corso dei mesi ha preso una piega diversa come trama, come se in qualche modo avessi trovato in queste pagine il modo di esorcizzare anche delle mie paure. E’ un libro del cambiamento e del ritorno. C’e’ il senso di incompiuto ( “Non risolvere dà respiro, spera nel tempo, guarda avanti.”) e c’e’ l’accettazione (“Ci si abitua. Alla lontananza, all’assenza, al dolore, all’abbandono. Ci si abitua a tutto. E poi è difficile cambiare, anche se si presenta la felicità. Quella insonne vaghezza del poco che si trova senza cercare diventa l’appagamento più vero”.)”





Quali sono i Suoi autori e generi preferiti?

“Il genere che prediligo e’ la narrativa, possibilmente con tratti legati anche all’assurdo, alla duplicità del nostro vivere, e a una scrittura piena. Haruki Murakami, Italo Calvino, Maxence Fermine, ma anche Djuna Barnes, Ingeborg Bachman , Simone de Beauvoir, e molte giovani scrittrici, come Alice Cappagli e tante altre. Le storie devono impressionare, catturare, restare come un tatuaggio sulla membrana dei ricordi. E le parole devono essere dense: adoro le similitudini, quelle che arrivano come un pugno allo stomaco, quelle che stupiscono . La lingua e’ un meccanismo meraviglioso che ci consente di dire tutto quello che possediamo dentro di noi, dando corpo alla realtà e voce alla fantasia.”

Il ruolo della lettura durante il Covid

“La lettura e’ stata importantissima , mi ci sono dedicata. Libri di esordienti, scrittori emergenti, e opere da cui ero incuriosita. Ad esempio “Il museo delle promesse infrante”, o tutti i finalisti del premio Strega. Sono curiosa degli autori che hanno successo come di quelli che sono ancora in fase di lancio, e leggo anche molte poesie ( Matteo Bianchi, Sandro Pecchiari, Franco Arminio, Roberto Pazzi …)  E sono incuriosita dalle copertine, che credo abbiano il primo impatto sul lettore, insieme all’incipit o a qualche frase sbirciata qua e là. Non so leggere se non i libri di carta. Li sottolineo, faccio le orecchie alle pagine piu’ interessanti, ricopio dei pezzi, metto dei segni, e cosi’ anche quel libro non mio in qualche modo mi appartiene. Ma devo dire che proprio per il fatto che nel mezzo del lockdown stavo lavorando con l’editor alla stesura definitiva del romanzo, in pieno covid ho rielaborato una parte de “Il Ritardo”. Il finale si tinge del lazzaretto della pandemia: ho  modificato l’ultimo capitolo perché quando l’avevo scritto erano i tempi di Greta e delle battaglie ambientali, degli sbarchi bloccati , dei migranti… poi il corona ci ha portato su altri problemi, sanitari, scientifici, medici, e quindi ho cambiato  alcune cose , spostando al 2025 un finale possibile dalla data incerta, in cui migrazioni e ambiente tornano temi importanti…anche se Eleonora ( che lavora per una agenzia tedesca che si dedica a queste tematiche) le affronta in maniera non politicamente corretta, pare fregarsene dell’estinzione dei dinosauri e delle cozze bollite sulle coste della California, perché continua a chiedersi  se sono le nostre azioni a determinare i cambiamenti convulsi della vita e del mondo, ma anche in questo caso c’e’ l’imponderabile, perché succede quel che succede. E qui appare un personaggio chiave della storia: Lena, detta Ari, ma non svelo di più…”

Quali saranno le prossime presentazioni?

“Dopo Imola, la mia città , e Castel San Pietro , dopo il festival di cibo e letteratura a Villa salina di Castel maggiore, sarò a Modena al Buk Festival il 17 ottobre alle 14,30 con la presentazione di Camilla Ghedini, e poi il 28 ottobre alle 18.30 con Isa Grassano ( che ha scritto anche la prefazione) al Mondadori Bookstore di Via D’Azeglio a Bologna. Poi ci penserò. Ho tutto il 2021 per organizzare un book tour in giro per l’Italia, anche attraverso premi letterari cui partecipo e che mi regalano davvero grandi soddisfazioni. Anche perché ho iniziato a pubblicare con un obiettivo preciso, segnalato anche in tutti i volumi: devolvere introiti e riconoscimenti e diritti d’autore alla Fondazione Matteo Bagnaresi che opera a Parma , e a Imola nelle “aule Alessia e Chiara”,  con due doposcuola gratuiti per ragazzini in difficoltà socio economiche oltre che scolastiche, dalla fascia delle elementari fino all’università. E’ un grande impegno ma che rappresenta il modo mio e di altre due mamme , di trasformare in dono una tragedia troppo grande.”

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani