DON ORESTE BENZI NEL RICORDO DI CHIARA BONETTO

DON ORESTE BENZI NEL RICORDO DI CHIARA BONETTO

Oggi siamo con Chiara Bonetto che ha conosciuto molto bene Don Oreste Benzi, il grande sacerdote riminese che in questi giorni avrebbe compiuto 95 anni e che ha dedicato la sua vita agli ultimi ed alle persone emarginate dalla società fondando la Comunità Papa Giovanni XXIII, presente in 42 Paesi del mondo. Don Oreste sarà presto Santo per la straordinaria opera umana che ha svolto durante tutta la sua vita e Chiara ha deciso di dedicargli un libro che sta riscuotendo un grande successo.

Chi è Chiara Bonetto e come nasce l’idea di un libro su Don Oreste?

Sono una giornalista e da più di 20 anni faccio parte della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi. L’idea di scrivere questo libro è nata per rispondere al desiderio di far conoscere la vita straordinaria di don Oreste ai bambini e ai ragazzi. Don Oreste era molto attento ai più giovani e si metteva sempre in dialogo con loro. Mi è sembrato importante far incontrare don Oreste anche ai ragazzi di oggi: sono mamma e vorrei che i miei figli potessero sperimentare la bellezza di seguire Gesù con l’entusiasmo e la gioia che contraddistingueva don Oreste.

Quando e come vi siete conosciuti e come è cambiata la Sua vita incontrandolo?

Avevo sentito parlare don Benzi durante alcuni incontri pubblici avvenuti nel mio paese, Badia Polesine (RO). Pur non conoscendolo di persona mi aveva colpito molto il suo modo di parlare di Dio e della possibilità di costruire mondi vitali nuovi partendo dall’amore e dalla condivisione di vita con i più poveri ed emarginati. Subito dopo la laurea (in farmacia) ho voluto conoscere meglio la Comunità Papa Giovanni XXIII per capire se poteva essere l’ambito in cui spendere la mia vita e così l’ho potuto incontrare. Avevo 25 anni e durante il colloquio lui mi fece alcune proposte, tra cui trascorrere un periodo in missione. Non aspettavo altro: sono partita per lo Zambia e da quel momento ho scelto diventare parte della Comunità Papa Giovanni XXIII, una grande famiglia che abbraccia popoli diversi e che cerca di fare di Gesù il cuore del mondo.

Quali sono i più importanti insegnamenti che Le ha lasciato? Ci può raccontare qualche episodio particolare vissuto con lui?

Don Oreste mi ha insegnato che il cristianesimo non è un insieme di regole morali, ma è l’incontro con una persona viva, che ci ama, che ci vuole felici: Gesù. Quando ci incontravamo di persona, era solito chiedermi: «Come stai con Gesù?». Ricordo che una volta dovevo incontrarlo per parlargli di alcune difficoltà che avevo nel rapporto con altri membri della Comunità. Mentre gli raccontavo i miei stati d’animo e i fatti successi, mi rendevo sempre più conto di quanto fossero banali le mie lamentele, perché stare con don Oreste era come stare davanti a Gesù: tutte le difficoltà prendevano una dimensione diversa, non è che sparissero per magia, ma riuscivo ad inserirle in un contesto più grande, più vero. Invece di mettere al centro me stessa, riuscivo a mettere al centro Dio e gli altri, e tutto acquistava un senso diverso. Ci tengo a dire anche che mentre don Oreste mi ascoltava, mi sentivo capita e accolta, mai giudicata: lui accoglieva tutti col sorriso, si ricordava i nomi di tutti e ti faceva sentire “a casa”.

A chi si rivolge il libro e cosa cerca di comunicare al lettore?

“Il viaggio di don Oreste” è la prima biografia illustrata sulla vita di don Benzi, è rivolto principalmente ai bambini e ai ragazzi, ma in questi mesi ho ricevuto diversi messaggi da adulti che lo hanno apprezzato tanto, perché il linguaggio semplice e immediato aiuta il lettore ad entrare subito nella storia. Il libro raccoglie alcuni episodi della vita di don Benzi, molti dei quali erano spesso raccontati proprio da lui durante i suoi discorsi o le sue omelie. In questi episodi possiamo trovare i punti centrali della sua vita: la sua vocazione al sacerdozio, il suo incontro con gli ultimi e gli emarginati dalla società, la sua idea di far nascere le case famiglia e tanti altri, fino ad arrivare al momento del suo congedo da questa vita terrena. All’interno della narrazione ho inserito moltissimi stralci tratti dai suoi discorsi, con l’obiettivo di far giungere ai lettori di oggi le parole di don Benzi, così cariche di passione e di entusiasmo per Dio, per la vita, per tutte le persone del mondo.

Come definiva Gesù Don Oreste?

Per don Oreste Gesù era, anzi è una persona viva che ci ama infinitamente, che si comunica a noi in molti modi: attraverso i fatti della nostra vita, attraverso chi ci sta vicino, attraverso i poveri che ci scardinano dalle nostre sicurezze, attraverso la vita sacramentale e di preghiera. Per don Oreste la felicità e la libertà vera potevano essere raggiunte solo dicendo un sì incondizionato a Gesù.

Don Oreste ha celebrato il Suo matrimonio in Zambia: come si è svolta la cerimonia?

Ho conosciuto mio marito durante l’esperienza nella missione della Comunità Papa Giovanni XXIII in Zambia. Anche lui è un volontario della Comunità ed abbiamo deciso di sposarci lì perché i bambini della casa famiglia con cui condividevamo le nostre giornate avevano tanto desiderio di poter festeggiare con noi il nostro matrimonio. Abbiamo pensato che i nostri parenti e i nostri amici più cari potevano permettersi un volo aereo per lo Zambia, mentre invece i bambini della casa famiglia non potevano. Abbiamo scelto quindi di sposarci lì e don Oreste è stato ben felice di venire a celebrare il nostro matrimonio l’8 settembre 1999. A dire la verità dall’Italia sono venuti in pochissimi, ma intorno a noi avevamo tutti i bambini e le persone che ci conoscevano in Zambia ed è stata una bella festa. La cerimonia si è svolta all’aperto, circondati dalle jacarande fiorite (alberi che in quel periodo si coprono di fiori viola), al suono dei tamburi e delle voci del coro locale.

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani