VITO RIBAUDO E LA SICILIA A SANGUE E PANE

VITO RIBAUDO E LA SICILIA A SANGUE E PANE

Vito Ribaudo è un bravissimo autore che ha da poco pubblicato il suo secondo romanzo ambientato nella sua terra d’origine, la Sicilia: ecco cosa ci racconta.

Chi è Vito Ribaudo e come nasce la passione per la letteratura?

“Nella vita professionale sono il Direttore Risorse Umane Italia di RCS MediaGroup, sposate e padre di tre figlie. Sono un lettore appassionato e vivo da sempre leggendo, anche prima e anche dopo la frequentazione del liceo classico.”

Di che cosa parla “Sangue e pane”? E’ una storia vera o autobiografica?

E’ una saga familiare che si snoda attraverso tre protagonisti (Isidoro, Juliet e Vincent), che vivono in tre città diverse: Mistretta, New York e Milano, in tre epoche diverse lungo un secolo di storia. E’ una storia nata dalla mia fantasia con uno spunto dalla biografia della mia famiglia perché effettivamente un parente di mio nonno emigrò con un bastimento dalla Sicilia a New York. Si chiamava Isidoro, appunto.”

Quali messaggi intende comunicare al lettore e qual è lo spaccato della Sicilia del tempo che ne emerge?

Il messaggio principale, per tutti e tre i territori di ambientazione, è quanto forte possa essere un legame tra uomini e terra, come i luoghi possano condizionare e determinare le traiettorie delle persone. La Sicilia di “Sangue e Pane” è la terra degli anni Venti, Trenta e Quaranta dello scorso secolo, quindi una società contadina con i suoi centri di potere, tradizioni, culture e radici.”

Oggi questa Regione come si presenta rispetto all’epoca di ambientazione del romanzo?

Un secolo dopo la Sicilia è profondamente mutata come il resto dell’Italia e a un’economia basata prevalentemente sull’agricoltura si è affiancato un mondo di servizi, artigianato e industria. Resta un paesaggio meraviglioso in un contesto con profonde contraddizioni e un substrato di affascinante malinconia.”

Dalla Sicilia la narrazione si sposta poi a New York ed infine a Milano: quale ritratto emerge di queste due città all’epoca e rispetto ad oggi?

Descrivo la New York degli anni Cinquanta e Sessanta, una metropoli tentacolare e scintillante, nella quale vivono sorella e fratello, Juliet e Matthew, profondamente diversi e che hanno reagito in direzioni opposte rispetto alle situazioni che li vedevano accomunati per radice familiare. Arriviamo poi alla Milano degli anni Settanta fino ai giorni nostri, con uno sfondo sociale e una caratterizzazione ben definita, la Milano degli anni Ottanta e quella del riflusso fino alle problematiche dell’epoca odierna.”

Quali sono le altre Sue opere edite e future e dove saranno le prossime presentazioni?

“I due romanzi precedenti sono : “Una grande opportunità” (Rizzoli, 2015); “L’Elbano” (Morellini, 2018) e alcuni racconti pubblicati in antologie. La prossima opera in pubblicazione è l’antologia “E poi ci troveremo come le star” dove ho scritto il racconto “Good Jack”. Sulle presentazioni, in questo momento un po’ particolare, ci dobbiamo organizzare con iniziative digitali.”

Francesca Rossetti

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani