CHIARA MEZZARI ED IL MONDO DELLE FIABE

CHIARA MEZZARI ED IL MONDO DELLE FIABE

Chiara Mezzari è una giovane dottoressa veronese con la passione per le fiabe un po’ speciali: oggi infatti ci parlerà delle fiabe quantiche, a lei la parola.

Chi è Chiara Mezzari e come nasce la passione per le favole?

Bella domanda! Cara Francesca, posso dirti che nella vita svolgo la professione di fisioterapista ed osteopata, sono una donna che ama lavorare su di sé e aiutare gli altri.

Sono mamma di una bambina di quasi 6 anni e la passione per le favole mi accompagna da sempre.

Ricordo la mamma che me le leggeva in salotto, seduta sul divano. Erano favole della tradizione o semplici racconti con un insegnamento all’interno, a volte chiaro, altre un po’ meno.

Con l’arrivo della mia bambina e, dopo un inizio “in salita”, è nato in me il desiderio di comunicarle alcune cose che avevo scoperto durante il mio percorso di crescita e le favole erano il mezzo più immediato per poter trasmetterle queste cose.

Cosa si intende con il termine “favole quantiche”, di cosa parlano e a chi si rivolgono?

Il titolo è arrivato in modo spontaneo, è un “omaggio” al percorso che mi ha portato a scriverle.

“Quantiche” perchè nascono dallo studio della fisica quantistica e della sua applicazione alla realtà delle cose.

Gli studi che portarono a scoprire il dualismo onda-particella e, più tardi, l’entanglement di Schrödinger, aprirono la strada verso la consapevolezza che le cose, probabilmente, potevano essere viste diversamente rispetto a come erano state viste fino ad allora.

Quindi la possibilità di poter agire sulla propria realtà materica attraverso le proprie onde vibratorie e le frequenze che trasmettiamo, sconvolsero quella mia parte razionale che vedeva casualità e colpi di fortuna o sfortuna in tutto ciò che le accadeva.

Questo volevo raccontarlo alla mia bimba che, allora , aveva 3 anni e, così, in modo molto spontaneo, penna alla mano, mi sono messa a scrivere su un quadernino rosa.

Le favole parlano della necessità di ascoltare sempre il proprio cuore e la vocina che parla dentro di noi.

Parlano del vedere le cose da più punti di vista, del trovare sempre l’insegnamento in ciò che accade, dell’amore per sé come bene imprescindibile da cui partire per poter fare del bene anche agli altri.

Affrontano anche il tema dell’ascolto del proprio corpo che ci parla attraverso i sintomi e guidano nella scoperta che le cose possono essere fatte in modo diverso rispetto a come siamo sempre stati abituati a fare.

Questi sono alcuni dei temi affrontatati nelle 9 favole del libro che si rivolge ai bambini, ma che, in realtà, lavorano molto anche sul bambino interiore dell’adulto che legge.

Qual è il loro messaggio segreto e in cosa possono aiutarci nella vita quotidiana?

In parte ho già risposto a questa domanda, aggiungo solo che possono aiutarci per riscoprire il valore dell’ascolto di noi stessi.

C’è un cavallino che non crede in sé stesso, ma poi scopre che, proprio grazie alle sue caratteristiche, lui è perfetto così, è in linea con la sua missione.

C’è una tartaruga con un grande sogno, ma è così piena di sovrastrutture che continua a pensare di non meritare questo sogno, poi qualcosa le farà cambiare idea.

Questi sono solo due esempi di quello che si trova sfogliando le pagine del libro.

Nella quotidianità ci aiutano a vivere il presente, attimo dopo attimo, con gentilezza e gratitudine, prendendo i considerazione l’idea che la casualità non esiste e possiamo essere i registi della nostra realtà.

Chiara Mezzari (foto di Lia De Santi)

Genesi storica di fiaba e favola e quali sono i favolisti più importanti

La verità? Avevo dimenticato la differenza tra “fiaba” e “favola” finchè non mi hai posto la domanda.

Come dicevo, il titolo è nato in modo spontaneo, un po’ come le fiabe e non ho approfondito il perché e il come sia nato, l’ho accolto e basta.

Ora che mi hai posto la domanda e sono andata a vedere le differenze, mi accorgo che il termine “favola” è appropriato. Sono presenti animali calati in contesti sociali attuali e in una realtà simile alla nostra, è presente una morale e un insegnamento che si scopre mano a mano che si prosegue con la lettura.

Esopo e Fedro sono i primi che si ricordano per tradizione scritta come autori di favole, ma ogni epoca storica ha il suo autore , da Leonardo Da Vinci a La Fontaine, fino ad arrivare a Belli e Calvino.

Al di là del significato di fiaba e favola, credo fermamente che il linguaggio dei bambini sia quello più semplice, ma anche quello più profondo per comunicare alcune cose che, i bambini stessi, già hanno vive dentro.

Ai bambini non serve insegnare molto su quello che è il mondo dell’istinto e della consapevolezza interiore. Al massimo occorre rispolverare qualcosina che è stata coperta da sovrastrutture adulte che tenderebbero a velocizzare un processo di crescita che, a mio parere, andrebbe accompagnato e non forzato con comandi, divieti e leggi giuste a prescindere.

La vita è un viaggio da assaporare, ognuno di noi è venuto al mondo conoscendo la propria missione per poi dimenticarla.

Se le favole possono, in qualche modo, risvegliare un barlume di ricordo, beh, credo che l’obiettivo di queste possa essere ritenuto pienamente raggiunto.

Francesca Rossetti

Foto a cura di Lia De Santi

Francesca Rossetti

Giornalista iscritta all’albo, attiva nel Sociale e per i diritti umani