Fuga a perdere: la nuova raccolta di racconti di Tiziana Tafani

Fuga a perdere: la nuova raccolta di racconti di Tiziana Tafani

Fuga a perdere”, l’ultimo libro di Tiziana Tafani è una piccola perla che offusca le tante e opache pubblicazioni odierne. È l’energia di una lettura che penetra nell’animo per illuminarlo, nutrirlo e scuoterlo con una prosa ricca, ma dal tocco delicato.

Le fughe sono dodici, come i mesi dell’anno. Dodici racconti, dodici donne, dodici decisioni che implicano una perdita, un distacco o un abbandono. Atti pregni della consapevolezza di ciò che si è superato e appreso. Incipit di nuovi modi di essere e nuove mete. Una fuga “da” e una fuga “verso”. 

 “Ma questo richiede il dolore, pretende da te una metamorfosi senza tregua, ti plasma e ti colora perché tu non possa mai riconoscerti nella persona che eri prima, ti costringe a ricostruirti in una forma nuova nella quale non ti ritrovi. Il dolore ti schianta, ti leva dagli occhi il sonno, dalle braccia la forza di abbracciare, dalle gambe il passo

Non è facile coniugare prosa e lirica, ma all’autrice riesce naturale. Con quante sfumature si può rappresentare una fuga? Quanta parte dell’anima è implicata in una fuga a perdere?

Le storie di Tiziana Tafani non sono la risposta alla domanda, ma la rappresentazione stessa del dilemma umano, anzi umanissimo, per cui un essere definisce se stesso cercando qualcosa (o qualcuno) o fuggendo da qualcosa (o qualcuno).

Fuga a perdere, edito da L’Erudita, è la raccolta di racconti che possiede quella forza tipica di chi espone le proprie fragilità. È il libro per chi sa osservare i dettagli, sa soffermarsi sui processi, per chi ama l’uso sapiente e appassionato della parola.

Ogni sintagma è un incantesimo, ogni immagine una scarica emozionale.

C’è amore e c’è eleganza, l’intellettualità è calibrata all’ardore.

La clessidra dei nostri tempi ambigui si rovesciò e iniziò a scandire una narrazione che somigliava alla continuità. L’acciottolato umido di Roma pareva sciogliersi sotto i nostri passi in corsa per perdersi dentro un letto, perdersi dentro la bocca in parole mai pronunciate prima con una forma d’amore sconosciuta e mai saziata.”

Ci sono donne e ci sono uomini, che qui escono storditi dal confronto e dallo scontro con un femminile così vasto.

Non vince nessuno, non perde nessuno. Ne beneficia la scrittura stessa, che si fa tenue e preziosa, come certi libri di cui amiamo la  compagnia.

Giorgia Sbuelz

Giorgia Sbuelz

autrice, specializzata in Cultura Giapponese e arti grafiche e pittoriche, articolista