ESSERE DONNA Arte&Cultura per sconfiggere la violenza

ESSERE DONNA Arte&Cultura per sconfiggere la violenza

L’evento Essere Donna, si è svolto giovedì 21 novembre presso la Casa dello Scrittore FUIS (Teatro Ex Abaco) a Roma. L’evento è stato organizzato con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e per accrescerne la consapevolezza rispetto al fenomeno della violenza degli uomini contro le donne, anche al fine di promuovere una corretta cultura della relazione uomo-donna in ogni età e nella prospettiva di rafforzare il messaggio che una società libera dalla violenza e dagli stereotipi di genere è una società migliore.

Arte&Cultura per sconfiggere la violenza per onorare la Giornata Internazionale istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite

Hanno partecipato:

Maurizio Carletti, scrittore:

“Qualche giorno fa sono stato invitato dalla dinamica e gentilissima Maggie Van der Toorn alla manifestazione “Essere donna” per celebrare insieme ad altri artisti e scrittori il coraggio di certe donne che, attraverso la consapevolezza, riescono a ribellarsi al crescente fenomeno della violenza degli uomini contro le donne. Luogo di quest’incontro è stata l’accogliente sede della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) sorta sulle ceneri dell’ex-teatro Abaco e che di questo ha conservato la propensione a eventi di arte e cultura oltre a una non indifferente dose di calore.

Perfettamente orchestrati da Maggie, Antonella Pagano, Maria Franzè, Beatrice Tauro e il sottoscritto ci siamo succeduti in diversi interventi inerenti al tema della serata. Ciò che più mi ha colpito favorevolmente è che ognuno di noi, senza essersi in precedenza accordati con gli altri ospiti, ha declinato il proprio intervento secondo le proprie attitudini. Antonella Pagano, artista dalle molte sfaccettature , ci ha regalato una splendida lettura di alcuni suoi scritti tratti dai saggi del suo ultimo libro “Cantò come dea” .

Marie Franzè e Beatrice Tauro ci hanno illustrato la situazione della violenza sulle donne mettendo in evidenza il lato sociale di questa, attraverso interventi circostanziati sorretti da dati per molti aspetti allarmanti. Io ho seguito la mia inclinazione di “narratore di storie” lasciando per una volta da parte la fantasia, raccontandone una al sapore amaro di sopraffazione e tentativi di umiliazioni respinte con forza a colpi di coraggio e di dignità.

Insomma è stata una bellissima serata dove, spalleggiati da un pubblico particolarmente attento e caloroso, siamo riusciti senza alcuno sforzo o pedanteria ad accendere i riflettori su un tema sul quale c’è ancora molto da lavorare.

Lo scrittore Maurizio Carletti, intervistato da Maggie van der Toorn

Beatrice Tauro, scrittrice:

Giovedì 21 novembre nella accogliente cornice dell’ex Teatro Abaco di Roma, si è svolta una serata per celebrare la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, organizzata da Maggie Van Der Toorn in collaborazione con la FUIS, che ha ospitato l’evento nello  spazio denominato “Casa dello Scrittore”.

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel dicembre 1999. L’ONU ha voluto istituire tale giornata in quanto ha considerato la violenza contro le donne come una violazione dei diritti umani, promuovendo la sensibilizzazione e l’informazione verso questo grave problema sociale.

La violenza contro le donne assume diversi aspetti: dalla violenza psicologica a quella fisica, dallo stupro al femminicidio. Solo per fare un esempio in Italia nel 2018 sono state uccise 142 donne per mano di un uomo “di famiglia” (marito, compagno, padre, fratello), l’1% in più rispetto all’anno precedente. Una strage senza fine, che a giorni alterni riempie le pagine di cronaca dei giornali e dei telegiornali.

L’evento organizzato dalla Van Der Toorn, sempre attenta e sensibile alle tematiche femminili, si è interrogato su quale possa essere il ruolo che l’arte in ogni sua forma può svolgere per arginare questo terribile fenomeno. E per parlarne ha invitato sul palco dell’ex Teatro Abaco due scrittrici, una sociologa/poeta e uno scrittore, che hanno dato voce alle diverse forme in cui si può coniugare la lotta alla violenza di genere utilizzando gli strumenti delle lettere in senso lato.

Maurizio Carletti, sensibile scrittore romano, ha raccontato una storia vera nella quale ha affrontato il tema della violenza familiare, fatta di negazione del ruolo della donna, dell’annientamento dell’autostima, della privazione di una indipendenza economica. Anche queste sono forme di violenza che spesso si consumano all’interno delle mura domestiche.

La scrittrice e blogger Beatrice Tauro ha invece affrontato il tema della violenza nei confronti delle donne migranti. Queste nostre sorelle che scappano da situazioni di violenza estrema, come guerre, torture, o situazioni familiari profondamente discriminatorie e vessatorie e finiscono per trovarsi a dover affrontare altre indicibili sofferenze sia nel corso dei viaggi verso l’Europa, soprattutto nel paese di transito che è il lager Libico, sia nei paesi di accoglienza, dove spesso le attende un futuro di prostituzione e sfruttamento sessuale.

Maria Franzé, scrittrice di formazione storica, nel suo contributo ha tracciato un excursus storico della violenza sulle donne, ricordando i casi delle streghe bruciate sui roghi, ma soprattutto gli stupri perpetrati nel corso di tutte le guerre che si sono succedute nel secolo scorso, fino a quella dei Balcani dove lo stupro etnico è diventato una vera e propria arma di guerra. La Franzé ha chiuso il suo intervento ricordando alcune donne eccezionali che con il loro vissuto e il loro operato hanno segnato profondamente la strada verso la liberazione delle donne, due nomi su tutte Simone De Beauvoir e Rosa Parks.

In ultimo, l’intervento di Antonella Pagano, sociologa e poeta che nelle sue opere riesce a coniugare l’analisi sociologica alla scrittura lirica con versi ispirati e profondi. E per questa ragione ha innanzitutto sostenuto vibratamente che “NON SI ARMERA’ MAI LA MANO CHE AVREMO EDUCATO ALLA BELLEZZA” e questo è il dato pragmatico e comportamentale offerto dalla Pagano, ulteriormente suffragato dal suo “Pentagramma NOTE di VIRTU’” con il quale gira l’Italia perché, dice la stessa poeta: “Pensare ad una virtù è già coltivarla, pensare a tante virtù equivale a CAMBIARE IL MONDO”. Ha quindi dato lettura del poema:”Raccoglierò le lacrime di tutte le donne” – emozioni attraverso le quali tutti i presenti hanno potuto disporre di altri elementi di riflessione sulle tante forme di violenza che pesano sulla vita delle donne, ma anche su quanta bellezza, forza, e luminosa resilienza le donne esprimono nel corso della vita per difendersi e per affermare la propria autodeterminazione; il poema si conclude con la “fiducia nel reincontro della femminilità con la maschilità e la costruzione comunitaria della città a misura di bambina e di bambino, di nonno e di nonna….insomma della comunità umana, purchè l’intera collettività si educhi ed educhi alla Bellezza”, pedagogia perenne che sostanzia tutta la scrittura della Pagano.

Gli interventi della serata, intervallati dall’accurata conduzione presentazioni di Maggie Van Der Toorn, hanno voluto affermare come l’arte, in ogni sua forma, e in particolare attraverso la parola scritta, possa farsi strumento efficace per diffondere una nuova cultura del rispetto e del riconoscimento dell’altro come Persona; i quattro autori si sono detti concordi nel ritenere che queste cruente forme di violenza nei confronti delle donne, che troppo spesso sfociano addirittura nel femminicidio, sono da ricondurre a disequilibri sociali e non a raptus del momento come troppo spesso li si etichetta, semplicisticamente. Urge, pertanto, una sensibile rifondazione culturale quale cammino che può realmente condurre al rispetto reciproco, alla riscoperta della responsabilità, della tolleranza e all’accettazione delle decisioni altrui. L’Arte in tutto questo è fondamentale.

Pensiamo che la nostra serata sia stata una piccola e chiara voce nel coro di voci che in questi giorni si stanno levando contro la violenza sulle donne.

Da sinistra: Maggie van der Toorn, Beatrice Tauro, Maurizio Carletti

Maria Franzè, poetessa, scrittrice:

Il 21 novembre, a Roma, presso la Fius – Federazione Unitaria Italiana Scrittori,  si è svolto l’evento “Essere donna” Arte&Cultura per contribuire alla sconfitta della violenza per onorare la Giornata Internazionale istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, organizzato  da Maggie van der Toorn, artista poliedrica,  a cui hanno partecipato Maurizio Carletti (scrittore), Maria Franzè (scrittrice), Antonella Pagano (poetessa e sociologa) e Beatrice Tauro (scrittrice).

In presenza di un pubblico attento e sensibile,  si è discusso e riflettuto sul fenomeno della violenza contro le donne, definito con il neologismo di femminicidio, che negli ultimi anni sta assumendo le dimensioni di una vera e propria strage (trascurata).  Il numero delle vittime, donne ammazzate per mano di chi non ha accettato il loro no, ci porta ad affermare che la misoginia è un fattore radicato nella nostra società  pertanto è un dovere civile di tutte e tutti dire basta, com’è altrettanto un dovere promuovere la cultura della relazione uomo-donna incentrata sull’uguaglianza  attraverso l’arte, il linguaggio e le piccole, ma preziose, azioni  quotidiane. Il mondo sarà davvero libero quando  violenza e stereotipi di genere saranno scomparsi e affinché ciò accada è necessario partire dal riconoscimento che l’uomo violento è pura espressione del patriarcato. 

Maggie van der Toorn ha condotto l’incontro con professionalità e sensibilità.

I temi affrontati hanno trattato i vari aspetti della violenza di genere e della questione femminile.

Maurizio Carletti ha raccontato la storia vera di una donna dei giorni nostri, vittima del  retaggio di una mentalità maschilista ancora viva e vegeta nel nostro civilissimo Paese.

Maria Franzè ha fatto  un excursus sulla violenza di genere a partire dalla caccia alle streghe fino agli stupri di guerra nel Kosovo, facendo notare che lo sfruttamento e la violenza sessuali costituiscono il trait d’union più evidente tra la sfera dei crimini di guerra e quella dei crimini di pace

Antonella Pagano ha trattato l’argomento attraverso la lettura di frammenti dei suoi saggi, tratti dal libro “Cantò come dea” e dalla lettura scenica del Poema: “Raccoglierò le lacrime di tutte le donne” – tradotto in ben 10 lingue i cui potenti versi densi di amore, di vita, di sentimento, di passione, hanno illuminato la serata, segnando emozionalmente l’uditorio.

Beatrice Tauro ha introdotto la questione delle donne migranti costrette a subire molteplici violenze durante tutto il loro viaggio, dalla partenza all’arrivo nei luoghi della speranza.

Un incontro di forte rilevanza sociale, culturale e umana, per ricordare che la violenza contro le donne è un crimine contro i diritti umani da debellare con urgenza.

A sinistra Maria Franzè

Antonella Pagano, sociologia e poeta ha dato un significativo e pragmatico contributo alla serata con frammenti dai saggi del suo libro “Cantò come Dea” e con la lettura del suo poema: “Raccoglierò la lacrime di tutte le donne”. Il suo testo è stato acquisito dall’UNESCO quale Programma d’azione, vi si legge, a cura dei Clubs per l’UNESCO di Bisceglie  e di Lucca e della dott.ssa Rondinella -Vice Presidente del CIT-UNESCO- che ha scritto: “…..hanno deciso di promuovere ‘Cantò come dea’ per la sua valenza di riscoperta di una identità corale, ma al tempo stesso individuale, delle donne a livello globale e per la sua ‘missione’ di ampia diffusione. Il dare rilievo alla figura femminile, indicare quale è stato il suo contributo, anche privato e segreto all’evoluzione del nostro pianeta, significa anche, senza pretesa di esaustività, contribuire a riempire le caselle mancanti della nostra storia. In queste donne, ricche e povere, del nord e del sud del mondo, raffinate e incolte, belle e meno belle, umili e proterve, sensuali e angeliche, in tutte risiede la forza e l’intelligenza . Ed il merito di avere contribuito, clamorosamente o impercettibilmente, alla crescita collettiva delle donne, alla loro evoluzione, alla loro coscienza di essere protagoniste”.

A sinistra Antonella Pagano

Concludo con un mio testo un cento parole, pubblicato nell’antologia “Nemmeno con un fiore” edito da Giulio Perrone Editore:

Un mazzo di rose per il mio compleanno, cinquanta rose del colore della passione, consegnate dal fioraio che bussa alla porta alle otto del mattino. Sono ancora nel letto, frastornata, indolenzita con i lividi sulle braccia e sulle gambe ed un dolore lancinante che mi pervade il cervello e arriva dritto al cuore. Cinquanta rose rosse per chiedermi perdono per la tua ira che non riesci a controllare, con un biglietto “Buon Compleanno Amore”, come se l’amore fosse questo, fatto di insulti, botte e perdono. No, non posso accettarlo. Chiudo la porta in faccia al fioraio, ma non a te.

Maggie van der Toorn

Maggie Van der Toorn

Art- Director, autrice, sceneggiatrice, event planner, redattrice, language coach