“Una morte sola non basta” di Daniela Alibrandi

“Una morte sola non basta” di Daniela Alibrandi

Leggo l’ultima pagina e mi tolgo gli occhiali. Strofino gli occhi non più giovani, un po’ stanchi di vedere il cambiamento del mondo e mi chiedo quanta differenza ci sia con quello in cui ho vissuto la mia gioventù. Questo romanzo mi ha toccato profondamente, mi ha incuriosita e mi ha fatto riflettere. L’ho comprato qualche giorno fa, attratta dai colori della copertina e dal titolo: Una morte sola non basta di Daniela Alibrandi. La narrazione mi ha fatto assaporare la storia del passato, quella della Topolino, della poliomielite del ’58, del Caravan e ho conosciuto alcuni personaggi, descritti e dipinti con tale cura e attenzione dalla scrittrice che la loro presenza diventa toccabile. Ho camminato per la Roma degli anni cinquanta, quella della mia adolescenza, accompagnata dalla mano dell’autrice che con grande sensibilità mi ha mostrato la vita di Mario, Annamaria, Enzo, Ada e la nascita di due bimbe, come se fosse la mia.

Annamaria sorrise di fronte all’ingenua domanda del marito. Ora lei sapeva cosa fosse un parto. Proprio lei, che non riteneva possibile il dilatarsi della sua vagina fino a farne uscire una creatura, ora, era cresciuta. In poche ore, con quel dolore fisico devastante e indescrivibile, era divenuta consapevole di cosa fosse una maternità. Il suo Mario invece, in piedi vicino a lei, così emozionato, ormai le sembrava distante, ancora immerso nell’immaturità, di cui lei stessa aveva fatto parte fino a poche ore prima.

Il libro parla di fatalità incrociate, di eventi che sfuggono di mano perfino al destino. Oltre trecento pagine di emozioni che toccano l’anima, scritte con uno stile soffice e terribilmente credibile. L’autrice mostra la storia della nostra bella Italia attraverso la sua eccellente abilità di raccontare, e fa viaggiare il lettore sfiorando eventi storici e cambiamenti importanti. Un lavoro molto ben curato e studiato, scritto con grande consapevolezza. Il tema mi tocca da vicino, da molto vicino, e mi fa balzare dalla sedia. Questo libro è più di un romanzo, è una testimonianza del passato, ma con un tema purtroppo ancora così attuale e delicato. Una documentazione attenta col tentativo di sconfiggere ogni genere di violenza e abuso di potere.

Molto stava cambiando nella società italiana e lui era sicuro che la mentalità di una ragazzina come Ilaria fosse più al passo con i tempi. Era entrato il nuovo decennio, si parlava di boom economico e lui non si sentiva pronto a tutte quelle novità. In giro cominciavano a vedersi troppe automobili, sui giornali era uscita la notizia di un’attrice turca che si sarebbe addirittura denudata in un locale del centro, e anche i costumi delle persone comuni si stavano emancipando in un modo che a lui sembrava a dir poco scandaloso. Erano stati persino chiusi i bordelli, notizia che lo avrebbe senz’altro devastato, se non avesse avuto vicino Ilaria.

L’autrice racconta la storia di Ilaria e Michela, di mani addosso, di odori ripugnanti, di stregonerie, invidia, odio ed amori malati, ma anche di valori veri, di amicizia, di donne e di una verità che viene sempre a galla. La freschezza dell’amicizia tra le due giovani donne è la cosa più preziosa di tutto il libro; una cornice fatta di petali rosa di sofferenza, composta dal solo coraggio. Leggendo mi sono sentita nell’ombra delle loro vite, disarmata, con le parole di questo romanzo che hanno preso il posto dei miei battiti. Ed è proprio grazie alla lettura di questo bellissimo libro che trovo la forza di guardarmi allo specchio, di accettare i miei capelli bianchi e le rughe di dispiaceri taciuti. Mi guardo attorno, l’immagine di questo mondo moderno mi circonda e mi rendo conto che solo l’amore per i cari e il rispetto per la storia può salvare l’indifferenza. Prendo il telefono e compongo il numero della persona a cui tengo di più.

“Pronto” mi risponde la voce della mia cara nipote.

“Ciao tesoro, sono nonna, non ci vediamo da un po’. Vorrei tanto che passassi a trovarmi e vorrei farti leggere un libro che parla di me, ma anche di te, di un passato e di un’Italia che devi conoscere.”

(Il copyright dei file youtube e delle canzoni appartiene ai rispettivi proprietari)

L’autrice Daniela Alibrandi

Una morte sola non basta, edito da Del Vecchio Editore (2016) scritto dall’autrice Daniela Alibrandi, nata a Roma e vissuta tra l’Italia e gli Stati Uniti, esperta di relazioni internazionali e di scambi culturali con l’estero, nell’ambito dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa. I suoi thriller psicologici sono conosciuti in Italia e all’estero: “Nessun segno sulla neve” (Premio Circe 2013) e “Un’ombra sul fiume Merrimack” (Novel Writing Month 2012),entrambi tradotti nell’edizione inglese e in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra. “Il bimbo di Rachele”, pubblicato nel 2012 e  “La fontana delle rane” (Premio Perseide 2014). Il suo sesto romanzo “Il vaso di Bemberly” è stato pubblicato nel mese di maggio 2017 da L’Erudita di Giulio Perrone Editore. La scrittrice è stata insignita di numerosi premi letterari. Tra questi Il Volo di Pègaso 2010, La Città e Il Mare 2011, il Memorial Miriam Sermoneta e Mani in Volo 2014, ed è rientrata tra i finalisti del concorso nazionale La Memoria.  I suoi racconti, pubblicati in diverse antologie e riviste, sono ora raccolti nella pubblicazione “I Doni della Mente”, disponibile anche nell’edizione inglese “Echoes Of The Soul”.

Una morte sola non basta è un romanzo profondo, molto intenso e realistico, di piacevole lettura. La narrazione mostra una visione sul passato composto da un mosaico di fatti storici, perfettamente inserito nel testo, descritto in una Roma presente ed eterna attraverso personaggi e passaggi. Un libro che mostra la sensibilità e l’assoluta bravura dell’autrice che con il suo stile ci porta ad una conclusione imprevedibile, ma plausibile.

Ci sono realtà e storie che a volte solo la semplicità d’una fiaba può raccontare. Daniela Alibrandi

Disponibile in tutte le librerie e on line: http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta

Maggie van der Toorn

Maggie Van der Toorn

Art- Director, autrice, sceneggiatrice, event planner, redattrice, language coach