Piccole vite infelici di Stefano Labbia

Piccole vite infelici di Stefano Labbia

Che cos’è la felicità? E’ la domanda che sorge spontanea quando si prende tra le mani il libro dell’autore romano, di origine brasiliana, Stefano Labbia, edito da Maurizio Vetri Editore. La risposta a questo dubbio è sorridere, e arriva dalla copertina, da una bocca sorridente un po’ sarcastica, dipinto di un rosso accattivante. E dopo essere stati magnetizzatati dall’illustrazione, creata da Elena Capoccia, si viene colpiti da una forte curiosità verso il contenuto di questo libro e si inizia a leggere. L’autore introduce in maniera molto piacevole Caio Sano, un personaggio che suscita simpatia, ma anche un po’ di compassione. Accanito fumatore, appassionato di cinema, scrittore arrabbiato, sceneggiatore e regista per vocazione, che conosce Melina poi Paolo, Marco,  Fulvio, Maya e Carlo. I personaggi sfilano in grande ritmo e stile, con una narrazione che prosegue per i rioni di Roma in una cornice di bellezza.

Hemingway diceva che bisogna scrivere di cosa si conosce, e Stefano Labbia dimostra ampiamente di conoscere molto bene sia la Città Eterna, sia il mondo del cinema e della letteratura, oltre alla fatica che si fa per rimanere in piedi in un mondo in cui tutti sembrano volere successo a forza di gomitate. E’ proprio questa una delle forze di questo libro: la credibilità.

Le vite dei personaggi si intrecciano con i loro sogni, con i loro desideri molto comprensibili e soprattutto con quella voglia infrenabile di sfondare con il proprio talento. Sognano un futuro, solo che il futuro è domani, come sottolinea con franchezza l’autore. Guardare in faccia la realtà e non mollare mai, per nessun dannato motivo. Sembra essere questo il messaggio che si avverte tra le 96 pagine del libro “Piccole vite infelici”. E non importa se non si riesce a raggiungere il proprio obiettivo; tanti tramonti ci saranno, tante strade sbocceranno e ogni cosa avrà il suo limite, perfino la sfortuna.

La narrazione scorre con buon ritmo nei giorni nostri in uno specchio che riflette come le nostre piccole vite frenetiche, convulse, spesso gelide, siano legate all’immagine e alla prontezza. Nulla sembra perduto se si preme subito il tasto invio del telefono o se si partecipa all’ennesimo contest per trovare consensi. Si pensa e non si dorme, si studia come farcela e si ama, o almeno si fa finta, soltanto per essere felici, ma felici veramente…

I due vivevano assieme in un monolocale, un’esistenza mesta, fatta di vorrei ma non posso e condita con troppi se ed infiniti ma. A volte litigavano ma sempre per cose sciocche e futili. Le cose serie venivano messe in secondo piano, ignorate, silenziosamente celate dietro a goffi e sterili sospiri. La loro relazione era in stallo. Carlo era infelice ma si fingeva soddisfatto. Marta, questo il nome della sua fidanzata, era infelice e si mostrava collerica e triste.

Piccole vite infelici è un urban fiction in cui il respiro si fa corto, i silenzi tra amanti si fanno intensi, la fame di emergere diventa lancinante e i soldi sempre più “low”, ma l’amore per l’arte è grande come la voragine che divide la gloria dal fallimento. L’entusiasmo con cui Stefano Labbia narra la storia è l’elemento chiave che fa sperare in un lieto fine di queste piccole vite infelici che altro non sono che illusioni aggrappate ad un sorriso,  consapevolmente crudele però. 

L’autore Stefano Labbia

Stefano Labbia è un giovane autore italiano di origine brasiliana. 1984, nato nella Capitale d’Italia. Ha scritto e pubblicato, nel 2016, “Gli orari del Cuore” per Leonida Edizioni, raccolta poetica che racchiude alcune liriche composte tra l’adolescenza e la maturità. Nel 2017 è tornato in libreria con “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni). Il Faggio Edizioni ha pubblicato nel 2018 la sua prima raccolta di racconti “Bingo Bongo & altre storie. Questo è il suo primo romanzo.

Piccole vite felici è disponibile sul sito: http://www.mauriziovetrieditore.com/piccole-vite-infelici.html

Rubrica a cura di Maggie van der Toorn

Maggie Van der Toorn

Art- Director, autrice, sceneggiatrice, event planner, redattrice, language coach