PAVLA MIKULASOVA: CANTAUTRICE TRA PIANOFORTE, CINEMA ED EMOZIONI

PAVLA MIKULASOVA: CANTAUTRICE TRA PIANOFORTE, CINEMA ED EMOZIONI

Ascoltando la musica di Pavla Mikulasova si ha come l’impressione di travalicare il senso della realtà. Tutto appare proveniente da una dimensione onirica: la voce eterea, quasi sussurrata, le melodie avvolgenti, i testi appassionati, ma gentili.

Pavla è quell’artista che decidi di ascoltare per ricreare un’atmosfera perduta, per addentrarti nella trama di una fiaba. Il segreto della sua cifra stilistica è nel mix di musica celtica e religiosa, arricchita da trovate elettroniche e soprattutto dalla presenza del suo pianoforte, strumento con il quale la musicista esprime al meglio le sue capacità.

Cantautrice ceca, vive da anni in Italia, cominciò a studiare musica da bambina. Già all’età di dodici anni faceva parte del coro gregoriano della sua parrocchia e nello stesso periodo ha cominciato a scrivere le sue prime composizioni. Durante l’adolescenza sceglie di studiare l’organo come strumento musicale, da qui in poi nasce l’esigenza di raggruppare diversi stili che caratterizzeranno le sua produzione.

Nel 2012 esce l’album Mirror per la Decadence Record. Le dodici tracce contenute sono state registrate ai Ghostrack di Roma, mentre il missaggio e la masterizzazione sono stati curati ad Atene da George Prioniotakis (Blue Birds Refuse to Fly), collaboratore della label romana. A impreziosire il lavoro di Pavla anche due ospiti d’eccezione Nastassja Kinski con le voci addizionali sulla sognante e lieve “The magic mirror” mentre su “Overdose” troviamo Roberto Conforti di Pulcher Femina.

Quello che affascina nella sua musica è il senso di sospensione: utilizzando con dovizia pause e silenzi, i brani sono dilatati nel tempo. I rapporti tra pieno e vuoto nelle note velano la narrazione musicale di poesia. Pause e rincorse vengono utilizzate per descrivere tutto il pathos in pezzi intensi come Timeless: “Time time turns The crown of the cross Starts to flower”, oppure scardinano la dolcezza quasi infantile in The little angel: “Angels outside are running Over the green grass and nobody can see Little angels are whispering and no one can hear them They do not speak”.

Pavla Mikulasova (foto di Lara Garofalo)

Faccio alcune domande a Pavla per approfondire la sua conoscenza.

Ciao Pavla, puoi svelarci da dove trai ispirazione per le tue composizioni?

Sicuramente dalle mie radici, dalla mia terra. Mia madre e mia nonna mi hanno invogliato a studiare pianoforte dall’età di cinque anni. La mia insegnante Vladimira Krepelkova è stata fondamentale per me, studiavo con molta passione, facevo parte del Coro delle voci bianche della mia città e ascoltavo musica classica e folk. Oggi mi attraggono di più i compositori di colonne sonore, come Hans Zimmer (autore di musiche di film come Rain Man, Il Gladiatore, Pirati dei Caribi, per dirne alcuni…) o Steve Jablonsky, Ryuchi Sakamoto, Ennio Morricone… tutti autori di musica per il cinema.

Qual è il pezzo a cui sei più legata e perché.

Il pezzo è “Blackout”, fa parte dell’album MIrror, perché parla dei tempi moderni. Nel caos quotidiano la ricerca della tranquillità è diventata fondamentale, Blackout parla di questo, lo sento un brano molto attuale.

Sei nata nella Repubblica Ceca, quanta influenza c’è della tua terra nei tuoi brani?

Sono nata a Jesenik a nord della Moravia nelle vicinanze con Polonia. I miei compositori preferiti erano Bela Bartok, pianista e compositore ungherese, Antonin Dvorak  e Jan Kritel che invece sono cechi. Sono cresciuta ascoltando i canti gregoriani e la musica folkloristica del mio Paese, questo mi è rimasto come impronta stilistica, anche se crescendo ho subito il fascino della contaminazione di autori completamente diversi, come David Sylvian, P.J Harvey, Hana Hegerova e tantissimi altri.

Dopo l’album Mirror a che cosa ti sei dedicata?

Alla mia grande passione: le colonne sonore! Ho scritto pezzi come Ismael, Fight, Buddha, Winter… tutti pensati per accompagnare film e video. Ho così completato un percorso cominciato da bambina, quando mio zio mi faceva ascoltare gli LP di Ennio Morricone e io iniziavo a sognare ad occhi aperti quelle atmosfere, quelle trame… sognavo il cinema!

A proposito di cinema, sappiamo che c’è stata una tua incursione nel mondo della pellicola, tra l’altro con un grande regista italiano. Ne vuoi parlare?

Certo. Anni fa, ottenni un piccolo ruolo in una grossa produzione televisiva italiana diretta da Mauro Bolognini, “La famiglia Ricordi”. Recitavo al fianco di Laura Morante e interpretavo la Turandot. Ricordo che il fratello di Mauro Bolognini, Manolo, si avvicinò a me e mi consigliò di intraprendere la carriera musicale… e aveva ragione!

Com’è oggi Pavla Mikulasova?

Oggi Pavla è una donna attaccata alla vita e alla famiglia. Ho combattuto per tre anni una terribile malattia, il cancro, ma l’esperienza mi ha fortificata. Ho sempre pensato alla mia famiglia, anche mentre facevo la chemio, il pensiero dei miei figli mi infondeva un enorme coraggio. Ho scoperto di me cose nuove, anche attraverso questo periodo buio, non mi dispiace che se ne parli perché fa parte della vita di molte persone, ho conosciuto tanti che come me lottavano contro la malattia e che come me avevano la fortuna di avere amici e famiglia intorno. Ecco, posso dire che i rapporti umani sono fondamentali per chi è malato. Poi non ho mai abbandonato la musica, che anzi mi ha aiutata ad andare avanti, inoltre ho trasmesso la passione per l’arte ai miei due figli. Il maggiore ha 17 anni ed è polistrumentista, attualmente predilige il violino. Mia figlia di 14 anni invece ama la danza… sono i miei tesori, il mio bene più grande.

Ringraziamo Pavla Mikusalova per aver condiviso con noi i suoi ricordi e le sue esperienze… e naturalmente la sua musica! Facciamo un in bocca al lupo a questa meravigliosa artista che sa impreziosire gli attimi dell’esistenza rivestendoli della magia della sua musica.

Giorgia Sbuelz

Giorgia Sbuelz

autrice, specializzata in Cultura Giapponese e arti grafiche e pittoriche, articolista