PREMIO LUTTAZZI 2019 “PARLAVA MOLTO DELLA VITA E POCO DELLA MUSICA, MA LA FACEVA”

PREMIO LUTTAZZI 2019 “PARLAVA MOLTO DELLA VITA E POCO DELLA MUSICA, MA LA FACEVA”

Mi pare un’azione abbastanza ridondante e quasi superflua quella di ricordare le competenze e i pregi del Maestro Luttazzi ma lo farò per quei due, forse tre, che non ne hanno mai sentito parlare, e anche perché credo che chi non abbia mai goduto, anche solo una volta, della sua arte, stia vivendo una vita meno felice e …senza swing. Ebbene. Lelio Luttazzi (Trieste, 27 aprile 1923 – Trieste, 8 luglio 2010) durante la sua lunga e prestigiosa carriera è stato musicista, cantante, compositore, direttore d’orchestra, attore, presentatore tv e marito di una donna attraverso la quale lui ancora vive. Da ottobre 2010, infatti, pochi mesi dopo che Lelio è volato via, Rossana Luttazzi si dedica anima e corpo alla Fondazione che ha creato in memoria sua e dalla quale nasce il Premio Luttazzi giunto alla Terza Edizione.

Percorrere il vialetto della Casa del jazz che porta al Teatro mi ha sempre affascinata molto e stavolta farlo per assistere alla commemorazione di Luttazzi ha un sapore diverso. E’ come camminare accarezzando il percorso, quasi in segno di rispetto. Questa l’atmosfera collettiva che si respira oggi 7 giugno al Premio Luttazzi 2019.
La manifestazione è presentata con esperienza ed eleganza da Dario Salvatori. Il giornalista e critico musicale, appena acceso il microfono, ricorda la fondazione Luttazzi, le attività e i progetti ad essa legata, saluta la moglie Rossana (in primissima fila) senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile. 

Le selezioni del concorso si sono svolte a Trieste, patria di Lelio, e hanno decretato 3 finalisti per la categoria giovani pianisti jazz e 3 per la categoria cantautori. I nomi che compongono la giuria non vengono subito ‘svelati’ dal presentatore e si entra immediatamente nel vivo della gara.

Il primo a salire sul palco per la categoria giovani pianisti è Maria Saporito, 16 anni da Livorno con il suo brano inedito e con ‘Troppo tardi’, cover di Lelio.

Il secondo concorrente è Francesco Pollon da Treviso, 25 anni, ha studiato al conservatorio di Vicenza e Cracovia. Il suo brano inedito ‘Olga notebook’ precede ‘Buonanotte Rossana’ cover del Maestro dedicata appunto alla moglie.
E’ la volta di Danilo Tarso, ha studiato a Siena e porta il suo brano inedito ‘Dear John’ e ‘Mi piace’ di Lelio.
Ma arriva finalmente il momento di conoscere la giuria e allora: Rita Marcotulli, Franco Piersanti, Marco Tirso, Stefano Palatresi e Riccardo Biseo. 
È la volta della categoria cantautori e in gara ci sono 3 donne Chiara Nichita Masini, da lido di camaiore ha diciannove anni e si presenta con il brano “Come Mogol”. Giorgia Vianello viene da Venezia ha ventotto anni e presenta “Ipocondriaca semplice”. Caterina Comeglio, ventotto anni da Milano si siede al piano e via al suo tango “Scheletri a ballare”. 
La gara è conclusa e il presentatore prega la giuria di restare in sala prima di ritirarsi nelle segrete ‘cellette da conclave’, per ascoltare anche l’esecuzione fuori concorso di Sara Guidolin e Matteo Mancuso in Stella by starlight standard jazz eseguita in una versione voce e chitarra che riceve la targa dal Consigliere della Fondazione. 
Ma sembra che il meglio debba ancora venire e infatti approda sul palco una brillante Lelioswing quartet con dei musicisti di altissimo livello quali Lorenzo Hengeller al painoforte, Nino Gori al clarinetto, Gianluca Nanni alla batteria e Massimo Moriconi al contrabbasso. Ed è proprio Massimo Moricone prima che inizi il concerto a ricordare al microfono Lelio definendolo “un padre, un amico. Parlava sempre della vita e poco della musica. Ma la faceva”.

Il Maestro Luttazzi (foto foto Il Fatto quotidiano)

La band omaggia il Maestro con “Legata ad uno scoglio”, “Souvenir d’Italie”, “Vecchia America”, “Nostalgia dell’amore” e a sorpresa il primo brano di successo di Lelio “Giovanotto matto” con il quale grazie ai diritti lasciò l’università, “proprio come può capitare al giorno d’oggi!” aggiunge Lorenzo coinvolgendo il pubblico in una risata collettiva che distrae dalla tensione della gara. E  vabbè, io non sono affatto tesa ma rido molto lo stesso devo dire.

Giunge il momento di scoprire i vincitori della Terza  Edizione del Premio Luttazzi e il presentatore con tono quai amorevole consiglia i ragazzi di non prendere l’esito come ordine d’arrivo, ma di continuare a lavorare per raggiungere sogni e obiettivi. Vince per la categoria giovani pianisti per maturità espressiva nella composizione e arrangiamento Danilo Tarso. Caterina si aggiudica invece il premio per la categoria cantautori per coerenza del testo e andamento musicale. Sul palco per la consegna delle Targhe Andrea Marco Ricci IMAIE che ringrazia la giuria e consegna le borse di studio del valore di 2 mila euro e le targhe. Salgono sul palco anche gli altri quattro concorrenti per la consegna delle medaglie per mano di Rossana Luttazzi che ringrazia Sergio Mattarella, la giuria per questo regalo immenso, Andrea Micciché avvocato e presidente IMAIE, la Lelioswing quartet, la SIAE, l’AGIS, Carlo Fontana, il comune di Trieste, Veneto jazz, Enzo Tesei, tanti altri e poi ringrazia il pubblico e la musica, di cuore. 

Ciò che nasce nello swing si chiude nello swing! E allora chiudono la manifestazione in grande stile e allegria i musicisti del Lelioswing quartet con la famosa “Canto anche se sono stonato”. E così ho fatto anch’io, stonando per l’appunto, appena ho smesso di prendere l’ultimo appunto di questo articolo. 

Cloe Marcian

Cloe Marcian

autrice, blogger, speaker, redattrice