Intervista a Stefano Labbia, autore del romanzo “Piccole Vite Infelici”

Intervista a Stefano Labbia, autore del romanzo “Piccole Vite Infelici”

Stefano Labbia, classe 1984, è un giovane autore italiano di origine brasiliana. Nato nella Capitale d’Italia, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, “Gli Orari del Cuore” nel 2016 per Casa Editrice Leonida. Nel 2017 ha dato alle stampe la sua seconda silloge poetica dal titolo “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni) ed il suo primo romanzo “Piccole Vite Infelici” (Elison Publishing) in versione ebook. Nel 2018 ha pubblicato una raccolta di racconti, “Bingo Bongo & altre storie” (Il Faggio Edizioni) oltre all’edizione cartacea del suo primo romanzo edita da Maurizio Vetri Editore. Nel 2019 vedrà la luce la sua prima graphic novel da autore e sceneggiatore dal titolo “Killer Loop’S”.

L’autore Stefano Labbia

Stefano Labbia, di origine brasiliana, ci racconti qualcosa delle sue radici?

Con grande piacere! Mio nonno è nato a San Paolo del Brasile, poi è venuto in Italia dove ha conosciuto mia nonna. Ci tengo molto alla terra da dove provengono, alle mie origini, anche se sono italiano, nato e cresciuto a Roma.

“Piccole vite infelici” è il suo primo romanzo, ma non il primo lavoro letterario che pubblica. Ha esordito nel 2016 con una raccolta di poesie“Gli orari del cuore” e nel 2017 ha pubblicato “I giardini incantati”, una raccolta di racconti. Nel 2019 pubblicherà la sua prima graphic novel da autore e sceneggiatore dal titolo “Killer Loop’S”. Com’è stata la sua esperienza di scrivere un romanzo?   

Un racconto breve o un romanzo necessitano di due tipi di approcci diversi, letterariamente parlando. Sono di fatto due modalità di espressione, una differente dall’altra. Mi piace spaziare nella narrativa perché credo che sia un modo di condividere quello che vedo e quello che provo . Non prediligo tra la stesura del racconto breve o la lavorazione del romanzo. Il format in cui mi trovo più a mio agio e che trovo più completo, è la graphic novel, per il semplice fatto che comporta uno studio che si avvicina molto alla scrittura di una sceneggiatura cinematografica – il cinema è un’altra mia grande passione, infatti.

Ha collaborato con Premi Letterari, tra cui PremioArgenPic 2018, ha curato la prefazione del libro “Super Santa for Peace”, collabora dal 2016, tra gli altri, con il portale MyReviews (settore cinema), ha condotto e curato un programma radio dedicato a cultura, poesia, teatro e musica sulla radio indipendente Deliradio, e ha partecipato ad un’antologia di racconti horror, oltre ad aver fatto tante altre cose per il mondo narrativo, e si è dedicato al cinema. Che cosa le piace del mondo cinematografico?

La forza di un lavoro cinematografico sta nell’unione delle diversi arti. Ci sono le parole, le immagini e c’è la musica. Il cinema è un contenitore che offre più emozioni possibili allo spettatore. È un linguaggio completo a 360°.

Oltre a scrivere sceneggiature cinematografiche è collegato anche al teatro. Di recente, nel 2018, ha scritto la sceneggiatura teatrale “Discarika”, che affronta il tema del consumismo e della socializzazione. Ci racconti qualcosa di più?

“Discarika” non è soltanto un progetto teatrale, ma anche letterario. L’intenzione è di portarlo in scena a breve, ma anche sugli scaffali delle librerie. E’ un progetto che seguo da vicino perché è uno spettacolo e un testo che mette in evidenza l’emergenza rifiuti ma come detto parla anche delle nostre mancanze come uomini. Ci vorrebbe più educazione civica e più attenzione al sociale, di certo, ma credo che l’emergenza rifiuti sia solo una maschera dietro cui ci celiamo per non far vedere al mondo che l’emergenza vera siamo noi e le nostre anime: confuse, stanche. Spero che le persone rimarranno coinvolte in questo progetto e che insieme a me, forse, potranno fare qualcosa per risolvere certe situazioni che pregiudicano non solo la vita di tutti giorni ed il nostro futuro ma il destino dell’umanità intera.

Il suo romanzo “Piccole vite infelici” ha una bella copertina che parla da sé e invita alla lettura. Quanto influisce una copertina sull’andamento di un libro?

La copertina è di primo impatto. L’immagine rappresenta il libro. Un sorriso tagliente. Potrebbe essere il sorriso di Maya, una dei protagonisti del libro.

La storia di “Piccole vite infelici” è ambientata a Roma, città in cui è nato e cresciuto. Quanto influisce l’ambientamento sulla narrazione?

Credo che sia più efficace raccontare i luoghi che si conoscono in quanto la narrazione assomiglia il più  possibile ad una verità. Occorre credibilità nel raccontare  e descrivere i luoghi che appaiono in un testo. Tanto meglio se ci si è vissuti realmente. 

Nel romanzo ci sono quattro personaggi che si incontrano e si raccontano. Come ha creato le loro caratteristiche?

Sono quattro personaggi molto diversi tra loro. Quello che li accomuna è che si trovano in situazioni spesso scomode, create da loro stessi. Il pubblico li ha ben accolti. Qualche lettore mi ha riferito di identificarsi più in un personaggio invece dell’altro: il mio obiettivo è / era raccontare la verità. Questo per me è importante: un punto di inizio. Sono un osservatore: racconto e descrivo una realtà, ovviamente dal mio punto di vista, in cui però spesso come detto i lettori finiscono per identificarsi o per riconoscere tratti di uno o di quell’altro personaggio come un parente, un amico etc..

“Piccole vite infelici” è stato pubblicato con la casa editrice siciliana Maurizio Vetri Editore. Ci racconti qualcosa di questa intesa?

Ho partecipato ad un concorso letterario e ho vinto la pubblicazione in ebook (Premio Elison 2017), un bellissimo traguardo. Maurizio Vetri Editore ha dato un seguito al romanzo che finalmente, a grande richiesta, ha avuto anche un’edizione cartacera. È una bella casa editrice (Maurizio Vetri Editore NdR) che si muove bene su tutto il territorio italiano. Ha un’ottima distribuzione e sono contento che il mio lavoro faccia parte di una delle loro collane.

Quando ci saranno le prossime presentazioni e dove?

Ci sono due presentazioni importanti, ma le date sono ancora da definire. Una si svolgerà a Napoli, l’altra – sembra – a Londra. Nella capitale inglese esiste una grossa comunità italiana di interesse letterario.

Che cos’è la scrittura per Stefano Labbia?

La scrittura è un’espressione personale di condivisione. Narrare se stessi e gli altri tramite un testo.

Cosa può dire ai lettori di GEArtis Web Magazine per convincerli a leggere il suo nuovo libro?

Non vorrei dire nulla a riguardo per il semplice fatto che non voglio “convincere” nessuno a leggere il mio libro. Preferisco che il lettore sia spinto da un’onda di curiosità e di attrazione. Vorrei che la lettura del mio lavoro fosse spontanea, e non forzata, per così dire.  Ci tengo che ognuno legga in totale libertà e con la consapevolezza di leggere un “libro verità”, come lo è “Piccole vite infelici”.

Che cos’è la felicità?

La felicità si trova in ognuna di noi, nelle piccole cose, nelle piccole vite infelici. Si cerca sempre di bilanciare le cose nella vita. Di trovare un equilibrio. Credo che la felicità sia questo: trovare un equilibrio.

Un grosso in bocca al lupo a Stefano Labbia e il suo “Piccole vite infelici”!

Grazie / Crepi!!! E grazie mille per questa fantastica opportunità!!!

“Piccole vite infelici” di Stefano Labbia è disponibile in liberia e on-line: http://www.mauriziovetrieditore.com/piccole-vite-infelici.html

Maggie Van Der Toorn

Maggie Van der Toorn

Art- Director, autrice, sceneggiatrice, event planner, redattrice, language coach