#AGeishaday: Miriam Bendia porta quattro “persone d’arte” per la prima volta fuori dal Giappone

#AGeishaday: Miriam Bendia porta quattro “persone d’arte” per la prima volta fuori dal Giappone

A Roma, dal 6 al 16 settembre 2018, si è svolto il primo evento fuori dal Giappone dedicato interamente alla figura e alla tradizione della geisha: il Festival itinerante #AGeishaDay. Tre geisha e una maiko (apprendista geisha) hanno presenziato a ben dieci eventi sparsi per la Capitale: il gradimento è stato altissimo, la città è letteralmente impazzita per queste misteriose creature in kimono. Qui (https://occhidaorientale.net/2018/09/04/il-festival-itinerante-ageishaday-il-programma/) potete leggere il programma del Festival: workshop di oshiroi (trucco tradizionale) e di kitsuke (vestizione del kimono), cerimonia del tè, ozashiki (geisha party) nei migliori ristoranti di Roma, conferenze sulle Arti Tradizionali delle Geisha, geisha school, shooting presso i monumenti principali della Capitale.

Intervistiamo Miriam Bendìa organizzatrice dell’evento, appassionata di cultura giapponese e autrice di due libri incentrati sulla figura della geisha.

Miriam Bendìa (foto Massimo Prizzon)
Miriam Bendìa (foto Massimo Prizzon)

Salve Miriam, a distanza di due mesi dal clamore dell’evento, puoi raccontarci a freddo la tua impresa? Come sei riuscita ad ospitare a Roma queste artiste così sfuggenti e così radicate alla loro terra?

Il Festival #AGeishaDay è il risultato di un lavoro appassionato che è iniziato nel 2005, quando (dopo il mio primo viaggio a Kyōto e l’incontro con le geiko e le maiko) ho aperto il blog occhidaorientale (https://occhidaorientale.net/). Da allora sono tornata tante volte in quella magica città, ho incontrato e intervistato le geisha raccontando la loro vita e le loro arti tradizionali nei post del blog. Ho dedicato loro numerosi articoli e due libri, ho organizzato una serie di eventi dal titolo Lezioni sull’Arte della Geisha® (https://occhidaorientale.net/lezioni-sullarte-della-geisha/) per i geisha fan che volevano conoscere meglio questa incredibile figura. Il Festival è stato il naturale passo successivo! Nelle mie lezioni c’era sempre come ospite un sensei giapponese, specializzato nell’arte protagonista del workshop, nel Festival le protagoniste sono state 4 geisha in carne e ossa.

Chi sono le quattro geisha volate a Roma per l’occasione? Le avevi conosciute in precedenza?

Direttamente dal Paese del Sol Levante, quattro donne diverse, per età ed esperienza, sono giunte a Roma per raccontarci cosa significa essere una geisha. Passando attraverso le quattro fasi della vita di un’artista: gli inizi da apprendista, come maiko (“fanciulla danzante”) o hangyoku (“metà gioiello”), quella come geisha praticante, quella dell’okāsan (la geisha madre che tramanda la tradizione alle nuove apprendiste) e infine quella della saggia e veneranda senior geisha che aiuta le maiko a trasformarsi in geiko (“persona d’arte”). Opere d’Arte in movimento.Nelle ochaya (case da tè) di Kyōto vige la ferrea regola del “Ichigensan Okotowari” (一見さんお断り), “No First Time Visitors/Customers”. Per essere ammesso al cospetto delle geisha, un cliente abituale della casa del tè deve presentarti e introdurti e, per tutta la serata, lui sarà responsabile per te, per il tuo comportamento nell’ochaya. Quindi neanche andando in Giappone si può essere sicuri di poter parlare con una geisha e di essere tra i suoi fortunati ospiti. Io ho avuto questo onore e questo piacere tante volte, dal 2005 a oggi, grazie ai miei amici giapponesi che erano clienti abituali delle ochaya. E sono divenuta anch’io una loro cliente abituale. Ora ho deciso di condividere questa esperienza (unica) con i geisha fan italiani, attraverso il Festival #AGeishaDay. Anche perché il mondo delle geisha rischia di scomparire, a causa della generale crisi economica e della difficoltà innegabile di questa “vocazione”. Ho organizzato questo Festival su richiesta delle maiko e delle geiko che conosco ormai da tanti anni. La crisi economica sta colpendo anche il loro mondo incantato. Le nuove generazioni non sono più interessate all’intrattenimento con queste splendide artiste. Non ci sono più molti danna, dei patroni delle arti in grado di devolvere grandi cifre al sostegno di una okiya (casa delle geisha). La geisha rischia di scomparire. E sarebbe una perdita incolmabile, per l’umanità. Abbiamo pensato a quale fosse il modo migliore per evitare che ciò accada e stiamo provando questa strada. Far conoscere meglio questa figura anche all’estero, in modo da suscitare curiosità, interesse e magari trovare dei nuovi danna occidentali. Perché no? Persone disposte a donare tempo, energia e denaro alle geisha, permettendo loro di continuare a preservare le antiche arti tradizionali.

Diario di una Maiko (foto Dave Lumenta)

Puoi raccontarci, se è possibile, il tipo di riscontro che le geisha hanno avuto nei confronti degli italiani accorsi agli eventi? E che tipo di riscontro hanno avuto gli italiani per la prima volta a contatto vero con delle figure così romanzate?

Il pubblico del Festival è stato molto eterogeno! I follower abituali di occhidaorientale, che da anni seguono le mie Lezioni sull’Arte della Geisha®. I geisha fan provenienti da tutta Italia che avevano avuto notizia degli eventi attraverso i social, gli articoli che ci ha dedicato la carta stampata e i servizi televisivi. Curiosi occasionali che non sapevano cosa fosse una geisha e sono venuti per scoprirlo con i propri occhi. Tanti artisti (scrittori, fotografi, pittori, danzatori) che amano ispirare le proprie opere d’arte e performance a questa inimitabile figura.

Il pubblico è rimasto incantato ed estasiato di fronte al talento e alla bellezza delle artiste, alcune persone si sono commosse fino alle lacrime (perché il loro sogno diventava realtà), altre mi hanno confidato che era uno dei momenti più felici della loro vita.

Le artiste si sono sentite davvero amate e ammirate, sono ritornate in Giappone con un bellissimo ricordo di Roma e dell’Italia e non vedono l’ora di tornare.

Workshop di trucco tradizionale (oshiroi), vestizione del Kimono, geisha school (lezioni di danza e musica dal vivo), cerimonia del tè, Ozashiki (geisha party)… Queste alcune delle tante attività proposte durante #AGeishaday. Quali ricordi con più entusiasmo?

Ogni evento è stato splendido e unico nel suo genere. Ad esempio i partecipanti si sono divertiti davvero molto durante i giochi tradizionali, con i quali le geisha interagiscono con gli ospiti degli ozashiki (i banchetti nelle ochaya). Le geisha sono molto agili e molto intelligenti quindi è difficile vincere con loro in questi giochi, ma tutti si sono messi alla prova con entusiasmo! Il rito del trucco oshiroi (il bianco make up tradizionale delle geisha) è stato un momento molto intimo ed emozionante. Ci hanno condotto per mano nel loro mondo, di arte e bellezza, un’occasione rara e unica, privilegio di pochi fortunati. Ma i ricordi da citare sarebbero davvero tanti, per noi e per loro…

Pensi che ci sia ancora qualche occidentale che possa confondere la figura della geisha con quella dell’oiran? Hai avuto problemi in questo senso?

Dal 2005 a oggi non ho mai smesso di ripetere che la geisha non è una cortigiana. È un’artista. Gei significa arte e sha significa persona. E non smetterò mai di ripeterlo! Purtroppo esistono ancora persone che confondono le geisha con le cortigiane, ma il Festival è stato utile anche in questo. Chiunque abbia avuto la fortuna di incontrare le 4 geisha non avrà più dubbi in proposito e potrà raccontare la verità anche agli altri.

Hai scritto due libri “Diario di una Maiko” (Casadeilibri Edizioni) e “Iroke – Cuore di Geisha” con Liza Dalby. Quando ti sei accorta che il mondo della geisha era diventato il tuo mondo?

In un’altra vita ero una geisha, di questo ne sono certa.In questa vita sono una scrittrice. Non posso vivere la vita delle geisha ma posso raccontarla.

Diario di una Maiko (foto Dave Lumenta)
Diario di una Maiko (foto Dave Lumenta)


Stai organizzando una seconda edizione di #AGeishaday. In che modo il pubblico potrà tornare ad ammirare l’arte di queste magnifiche donne?

La seconda edizione del Festival si svolgerà a Novembre 2019. Avrà sempre la durata di un paio di settimane: per dare il tempo alle geisha di vivere Roma e a Roma di vivere le geisha.Per organizzarla al meglio, ho lanciato una raccolta fondi, qui (https://www.produzionidalbasso.com/project/ageishaday-edizione-2019/). Ci sono donazioni di vario tipo e importo, per esempio si può già acquistare il proprio biglietto, riservando un posto in prima fila al festival 2019.

La prima edizione del Festival #AGeishaDay è stata un grande successo! 
Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo incredibile evento.Desiderate una seconda edizione nel 2019? Con altre geisha e maiko che vi incanteranno (gli occhi e il cuore)?

E allora donate

Ookini (grazie)!

Giorgia Sbuelz

Foto di copertina Diario di una Maiko (foto Michael Chandler)

Giorgia Sbuelz

autrice, specializzata in Cultura Giapponese e arti grafiche e pittoriche, articolista